A “VILLA CLEMENTINA” SERVONO MEDICI E INFERMIERI.  AGLI ANZIANI ARRIVANO SMS PER I TAMPONI IN AUTO

A “VILLA CLEMENTINA” SERVONO MEDICI E INFERMIERI. AGLI ANZIANI ARRIVANO SMS PER I TAMPONI IN AUTO

8 Novembre 2020 0 Di La redazione

Mentre la situazione resta delicata nella Rsa di Volturara, l’Asl invia sui cellulari degli anziani messaggi per convocarli ad effettuare tamponi nelle postazioni drive-in

Tre persone decedute per covid (91, 93 e 72 anni). Altri ospiti, con quadro clinico compromesso, trasferiti negli ospedali di Avellino e Solofra. Non c’è solo Villa Clementina di Volturara a preoccupare in provincia di Avellino, focolai con successivi decessi di anziani – in quella che si profila come una strage – si sono verificati anche a Villa dei Pini, nella Casa di riposo di Mirabella, contagi multipli per pazienti ed operatori in queste ore si registrano a Savignano, Sturno, Nusco, nella struttura riabilitativa don Gnocchi di Sant’Angelo dei Lombardi.

Nella Rsa l’emergenza parallela a quella negli ospedali. Strettamente connesse. Perché gli anziani finiscono nelle ambulanze in coda ai pronto soccorso, mentre nei nosocomi c’è chi occupa posti letto covid forse pur potendo essere assistito a casa. E all’assenza della medicina territoriale, purtroppo, non si riesce a sopperire in emergenza.

Sembra tuttavia mancare il senso delle priorità. A Volturara dopo gli appelli dei vertici della struttura sanitaria a ricercare personale rafforzati dagli appelli del Comune, nonostante le richieste di Sos al Prefetto e all’Unità di crisi regionale, la situazione è ancora in stand by. Dai riscontri effettuati e da segnalazioni di familiari risulta che medici e infermieri che hanno accettato inizialmente l’incarico a Volturara – dove il Comune ha anche messo a disposizione alberghi gratis e monitora la vicenda richiedendo continuamente informazioni – hanno poi rifiutato di proseguire nell’incarico.

Stoicamente, l’esiguo personale in servizio continua ad assicurare ininterrottamente le cure agli anziani e ad informare familiari in ambasce. Quando le condizioni di salute peggiorano o sono sospette, ecco, inevitabilmente, arrivare le ambulanze del 118: una residenza sanitaria assistenziale non è un ospedale con attrezzature adeguate a diagnosi precoci e approfondite.

Lo ripetiamo, per arrivare alle orecchie di chi non ascolta o fa finta di non vedere: servono medici ed infermieri che si alternino al fianco degli anziani, per lo più ultra ottantenni, del focolaio di Villa Clementina. Associazioni di volontariato, Protezione civile nazionale, le ore che trascorrono invano possono essere decisive.

Affrontare e superare l’emergenza di un virus subdolo per tornare ad una normalità che difficilmente potrà essere quella di prima, è ora l’imperativo comune di tutti.

L’auspicio dei vertici della struttura è poter contare anche sul rientro del personale in quarantena ma dipenderà dall’esito dei test.

Risale al 31 ottobre scorso l’effettuazione di tamponi a pazienti e operatori da parte dell’Asl. Dopo 9 lunghi giorni l’esito non sarebbe, il condizionale è d’obbligo, ancora stato comunicato alla Rsa. Ovviamente, in caso di positività il problema della carenza di personale resterebbe in piedi. Peggio ancora in questa vicenda. Ad alcuni anziani allettati è arrivato un messaggio sul cellullare affinché si rechino in auto per effettuare il tampone della negativizzazione nelle postazioni drive – in attivate.

Il sistema banca dati denominato “sinfonia”, nonostante rassicurazioni e impegni, continua a suonare note stonate in assenza di direttori d’orchesta e musicisti all’altezza.