VOLTURARA DA “VILLA CLEMENTINA” L’SOS. LA DIRETTRICE SANITARIA RIPERCORRE L’ORIGINE DEL FOCOLAIO

VOLTURARA DA “VILLA CLEMENTINA” L’SOS. LA DIRETTRICE SANITARIA RIPERCORRE L’ORIGINE DEL FOCOLAIO

29 Ottobre 2020 0 Di La redazione

Il personale in servizio lavora ininterrottamente da giorni per garantire la continuità assistenziale ma di questo passo potrebbe non reggere. Dopo l’appello del Comune arriva quello dei vertici della casa d’accoglienza per anziani di Volturara. Il focolaio esploso nella struttura (70 positivi su 82, di cui 46 pazienti) di colpo la Rsa si è tramutata in presidio Covid. Le richieste di trasferimento pazienti sono rimaste inascoltate. Nella sede non ci sono strumenti diagnostici necesasri se, nessuno se lo augura, dovessero emergere criticità nei sintomi. Ecco la posizione dei vertici della struttura nelle parola del Direttore Sanitario Giovanna Nittolo

“A seguito dello screening iniziato con la pratica dei sierologici la scorsa settimana tra operatori e degenti della struttura, fino a sabato negativi, nella serata di domenica si manifestava la positività di un operatore e si iniziavano le procedure del caso , con la comunicazione agli organi competenti (Asl, Comune, Sep, Prefettura, Regione) e la disposizione da parte della direzione di tamponi molecolari presso laboratori privati autorizzati dall’asl per tutto il personale ed i degenti.
Si precisa che tutti gli operatori sono sempre stati asintomatici, hanno effettuato il triage ed osservato i protocolli in atto da aprile scorso con l’utilizzo dei Dpi.
Nell’attesa degli esiti è stata effettuata sanificazione, da parte di ditta preposta, di tutti gli ambienti della struttura e si sono messe in atto tutte le procedure dovute. Allarmante è stato l’esito dei tamponi, oltre 70 positivi tra pazienti ed operatori, pertanto, immediata é stata la comunicazione agli organi competenti (Comune, Asl, Prefettura, Regione) anche della criticità in cui si è ritrovata la struttura, col venir meno soprattutto degli infermieri (4 su 5 positivi) e degli osa, oss ed osss.
Per tale motivo si è richiesto l’intervento dell’Asl e degli organi preposti per l’eventuale trasferimento dei pazienti positivi in strutture covid, specializzate ed attrezzate per le indagini e le cure del caso; si precisa che in struttura non c’è possibilità di effettuare esami ematochimici, indagini radiografiche e tac, emo gas analisi, eventuali terapie infusive (la cui prescrizione e dotazione è prettamente ospedaliera), ventilazione assistita.
Si vuole rasserenare i parenti, che giustamente sono in apprensione e con i quali cerchiamo di tenere rapporti costanti, che la maggior parte degli ospiti sono asintomatici, costantemente monitorati, ma che comunque sono stati messi in isolamento nelle proprie stanze e sono iniziate le cure del caso modulate per ognuno di loro.
Si precisa che gli operatori sono dotati di tutti i DPI e che sono state fornite mascherine chirurgiche a tutti i pazienti.
Si comunica che sono stati allertati anche i medici di medicina generale che hanno in cura i degenti, i quali hanno dimostrato massima disponibilità . Si fa , inoltre, appello a tutti gli infermieri, Osa, Oss ed Osss di disponibilità a prestare assistenza.

Si sottolinea l’urgente necessità di aiuto da parte di tutte le autorità competenti per supportarci a poter garantire la continuità di assistenza alla salute degli ospiti della struttura, preservare il personale rimasto in servizio ed evitare la diffusione del virus all’esterno della struttura.