Viaggio tra i candidati – SABINO BASSO E IL DESIDERIO DI UNA IRPINIA CHE CRESCE

Viaggio tra i candidati – SABINO BASSO E IL DESIDERIO DI UNA IRPINIA CHE CRESCE

8 Settembre 2020 0 Di La redazione

“E’ imbarazzante vedere in questi giorni tanta gente con il cappello in mano davanti alle segreterie. Queste cose non sono più tollerabili”. Parole significative quelle usate martedì scorso da Sabino Basso, imprenditore, già presidente di Confindustria, per dare il via – lui del tutto nuovo alla politica – alla sua campagna elettorale. Parole cadute come un macigno in un dibattito caratterizzato per lo più da scontri personali, conflitti correntizi, e da una retorica che sempre più spesso viene percepita dai cittadini come fine a se stessa e slegata dalla realtà. Parole, però, che proprio perché hanno messo a nudo una dimensione innegabile e per niente virtuosa della vita politica locale sono state accolte con una indifferenza che la dice lunga su quanto le considerazioni dell’ex numero uno di via Palatucci siano fondate.

Sabino Basso, che ha una laurea in Scienze Agrarie, guida un gruppo imprenditoriale che non ha bisogno di presentazioni. Con lui, la piccola azienda dei genitori è diventata una realtà che si interfaccia oggi con diversi mercati internazionali, che ha chiara la consapevolezza dei limiti propri di un Mezzogiorno che troppo spesso rappresenta una palla al piede per chiunque voglia investire, creare ricchezza, nuova e vera occupazione. E per chiunque non voglia cedere alla tentazione, decisamente forte, di trasferirsi in contesti più dinamici, meno complessi, meno farraginosi, meno burocratizzati, dove le politiche servono a supportare gli imprenditori, e non a scoraggiarli.

Che Basso, chiamato dal Governatore a candidarsi in Campania Libera, potesse rappresentare un innesto virtuoso nell’attuale contesto politico irpino era piuttosto prevedibile. E non solo perché egli ha la libertà di esprimersi come crede, tipica di chi si è realizzato prescindendo dalle dinamiche politiche, ma soprattutto perché ha già avuto modo di dimostrare una concretezza che serve come il pane in un contesto ultimamente caratterizzato da una sovrapproduzione di chiacchiere e dalla inadeguatezza che il populismo, specie pentastellato, ha portato con sé nelle istituzioni.

Intervistato da Prima Tivvù nel dicembre del 2018, il candidato di Campania Libera si definì un organizzatore, con quel po’ di “incoscienza” – disse – che è indispensabile per affrontare le sfide proprie di chi fa impresa, specie se lo fa in un contesto così ostico come quello del Sud Italia. “Le imprese del sud, – aggiunse – in un contesto più dinamico come quello del Nord Italia o dell’Europa, potrebbero essere tre volte più grandi. Vorrei avere una bacchetta magica – proseguì – per modificare il modo di fare di tante persone perché – osservò – non sempre il male sta nelle istituzioni, ma in noi cittadini e nei nostri comportamenti.

Parole dette in tempi non sospetti che, risentite oggi, raccontano le ragioni di fondo che molto probabilmente hanno spinto Basso a scendere in campo per contribuire a quel cambiamento che lui sa essere indispensabile per far crescere il territorio. Un innesto, il suo, che, date le premesse, a prescindere dai risultati, darà un contributo significativo per rimediare a politiche spesso autoreferenziali per niente attente a quella imprenditoria che è l’unica parte chiamata oggi ad assolvere al compito decisamente arduo di investire risorse, creare nuova ricchezza e nuovi posti di lavoro. Dopo decenni di assunzioni spesso inutili nella Pubblica amministrazione e, adesso, di redditi di cittadinanza, finite le risorse con le quali è stato drogato il nostro sistema produttivo, è necessario creare occupazione vera al Sud, in Irpinia. E Sabino Basso sa come si fa e ciò di cui il sistema ha bisogno.