Viaggio tra i candidati – LA MISSIONE DI PETITTO IN UN’IRPINIA CHE NON VOLTA PAGINA

Viaggio tra i candidati – LA MISSIONE DI PETITTO IN UN’IRPINIA CHE NON VOLTA PAGINA

11 Settembre 2020 0 Di La redazione

“Non è una campagna elettorale come tutte le altre, è qualcosa in più: noi abbiamo una missione da compiere.” Il Sindaco di Avellino, probabilmente più di tanti altri, con queste parole ha delineato ad Atripalda lo spirito che anima la campagna elettorale di Livio Petitto. La candidatura in extremis nella lista Davvero dell’ex presidente del Consiglio comunale ha trasformato la competizione elettorale per il rinnovo della delegazione irpina in Consiglio regionale nella definitiva resa dei conti tra l’attuale classe dirigente del PD e quella coalizione che ha contribuito alla vittoria di Biancardi all’Amministrazione provinciale e ha conquistato il Comune di Avellino.

Che Livio Petitto avesse una tempra da far invidia a molti era un fatto risaputo, ma in tanti erano pronti a scommettere che la estromissione dalla lista ufficiale di quello che lui continua a considerare il suo partito lo avrebbe fatto desistere dal tentare comunque la corsa al seggio. Ma non è stato così. Anzi. Dopo un momento di disorientamento, l’ex presidente del consiglio comunale ha intuito probabilmente che l’editto firmato D’Amelio – E. De Luca – Petracca avrebbe messo ancora di più in evidenza un potere esercitato con arroganza, a dispetto dello stesso partito e della sua crescita complessiva. Per quanto sia un dato che a via Tagliamento vorrebbero nascondere, è evidente a chiunque che Petitto candidato nel PD avrebbe portato i democrat ad avere un risultato più che significativo, ma al contempo sarebbe stato una insidia più che concreta per la rielezione degli uscenti. Insomma, hanno avuto paura e hanno preferito, ancora una volta, usare la clava.

Il morale del candidato e dei suoi supporter è alto.

Per tre motivi. Primo, perché nell’immediato Petitto e petittiani hanno incassato la solidarietà decisamente spontanea venuta da quella parte del PD che ha percepito l’esclusione come un sopruso; secondo, perché la conquista del seggio è una ipotesi decisamente concreta, a maggior ragione perché con tante liste e non pochi mal di pancia , l’ipotesi che il PD non ottenga il risultato è sempre più condivisa. E terzo perché l’editto di via Tagliamento ha finito per esaltare ed evidenziare il ruolo di Petitto come colui che è chiamato – e per certi versi costretto – insieme ai suoi sodali, a sostituire un classe politica per niente disponibile a prendere atto della volontà degli elettori.

E’ la missione di cui parlava Festa; la stessa che lo ha portato a diventare sindaco e che, a questo punto, può portare anche alla elezione di Livio Petitto. Anticipando, così, la chiusura del più lungo e brutto capitolo che si ricordi nella vita dei democratici irpini.