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VI AVEVAMO PARLATO DI LUISA… AMMALATA, DISABILE IN UNA CASA SENZA ACQUA ED ENERGIA ELETTRICA. IERI HA TENTATO DI FARLA FINITA

LUISA, LA DONNA CHE ATTENDE UNA CASA POPOLARE AD ARIANO, HA TENTATO NUOVAMENTE IL SUICIDIO. 

Ci siamo occupati del suo caso  circa 15 giorni fa. Luisa Malvone questa sera ha tentato nuovamente il suicidio. Ammalata e disabile é  in attesa di un alloggio popolare da un anno e mezzo. Vi abbiamo mostrato la casa in cui vive attualmente in località  Vascavino senza acqua corrente e senza energia  elettrica. Pochi aiuti dal Comune e dalla Caritas. La difficoltà  ad acquistare finanche i medicinali. La sua disperazione e quella di suo figlio poco più  che ventenne, erano palpabili. Oggi evidentemente  i suoi nervi hanno ceduto. Si è recata sulla strada panoramica per farla finita come più  volte aveva minacciato di fare. Per fortuna mentre tentava di scavalcare è  stata vista da una ragazza del posto che è riuscita a fermarla aiutata da altri passanti sopraggiunti. Poi l’arrivo delle forze dell’ordine e del 118.  Luisa è  stata trasportata prima al Frangipane e poi trasferita a Solofra.

 

Fin qui la nostra ottima Monica De Benedetto che ci ha scritto della drammatica situazione di Luisa Malvone. Titolo chiaro e semplificativo “vi avevamo parlato di Luisa”ma  che esprime, con delicatezza certo, tutta la nostra indignazione ad un silenzio istituzionale che a questo punto ci appare meschino e se ci consentite anche molto spietato. Immaginiamo  faccia specie alla maggior parte dei lettori veder piangere quella donna dal viso buono che chiede aiuto affranta da una vita che infondo le ha tirato brutti scherzi:”Non ce la faccio più a vivere, ho le piaghe, voglio solo un po’ di serenità”. Solo un po’ di serenità chiede Luisa… Immaginiamo che per i burocrati strafottenti che pure potrebbero risolvere in tempi rapidissimi questa sgradevole situazione, la serenità sia troppo cara o comunque troppo, come dire un lusso,  per una famiglia che infondo viene dalla periferia della periferia e che nel 2017 chiede “addirittura”un alloggio con acqua corrente ed energia elettrica. Quindici giorni fa qualcuno ci aveva risposto che  qualcosa si sarebbe fatto e ad oggi? nulla. Si palesa chiaramente la visione di una società allo sbando, senza principi, senza amor proprio, più che consapevole del proprio egoismo. A noi della stampa il difficile ruolo della sensibilizzazione. Troppo facile parlare dopo, siamo ancora tutti in tempo, istituzioni, chiesa e società civile . Tutti insieme possiamo ancora fare qualcosa per Luisa. Quello che proprio non possiamo, è concedere altro tempo a chi ha il dovere di intervenire ed il compito di sottrarci l’ennesima notizia di cronaca nera che poi si porterebbe sulla coscienza . Vi avevamo parlato di Luisa…

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