«VARIANTI DEL VIRUS? TUTTI I VACCINI EVITANO LA FORMA GRAVE DELLA MALATTIA»

«VARIANTI DEL VIRUS? TUTTI I VACCINI EVITANO LA FORMA GRAVE DELLA MALATTIA»

22 Febbraio 2021 0 Di La redazione

Il punto su Covid, varianti e vaccini nel dialogo con la virologa Anna Todisco già Direttore della Microbiologia dellOspedale Moscati di Avellino  

Di varianti si discute molto mentre si moltiplicano gli interrogativi sull’efficacia dei vaccini. Facciamo il punto e proviamo a semplificare, a partire dal concetto di variante…  

Dobbiamo partire dal principio che il Coronavirus è un virus ad Rna ed è soggetto a molte mutazioni a causa del meccanismo di replicazione che è imperfetto. Variante, tuttavia, non vuol dire solo mutazione ma anche all’arrivo di un assetto di un ceppo che ha un quadro differente rispetto a quello originario, quindi, la variante è una combinazione di una serie di continue mutazioni che la determinano. Dobbiamo in Italia parlare di almeno tre tipi di variante in Italia: inglese, sud africana e brasiliana.

In cosa si differenziano i diversi tipi di variante?

La variante inglese è una serie di 17 mutazioni che interessano un po’ tutta la proteina spike ma anche altre proteine del virus, invece le altre varianti hanno meno mutazioni. Quello che desta l’“allarme” sulla sudafricana e la brasiliana – o anche per la napoletana che poi è la nigeriana – è una mutazione in particolare, chiamata con la sigla E484K.

Cos’ha di diverso questa mutazione?

Che interessa il punto di legame del virus, ovvero della proteina spyke, con il ricettore cellulare. Quindi, anticorpi che vengono prodotti nell’infezione naturale o con il vaccino, interessano una serie di siti della proteina, ma questo è un sito importante, che si sottrae all’individuazione da parte degli anticorpi.

Detto questo, i vaccini rimangono pienamente efficaci sulla variante inglese, un po’ meno efficaci sulle altre varianti perché quello mutato è un sito chiave.

Attenzione, alla luce delle pubblicazioni scientifiche, quando diciamo un po’ meno efficaci, diciamo anche che si tratta di vaccini sicuramente efficaci a combattere la gravità della malattia. Ragion per cui, in ogni caso, bene somministrare vaccinazioni a tutti e nel più breve tempo possibile. Le aziende produttrici dei vaccini, tra l’altro, sono già al lavoro per produrre vaccini pienamente efficaci anche sulle varianti. Dobbiamo pensare per il futuro a dei richiami con dei vaccini leggermente modificati per affrontare queste varianti, parliamo comunque ed in ogni caso di buone notizie.

Dottoressa, se il virus muta, cambia la capacità di diagnosticarlo? I test restano tutti efficaci allo stesso modo?

Per quanto riguarda i test diagnostici, i molecolari restano sempre il punto di riferimento. Ad esempio, per la variante inglese, vanno ad individuare più siti del patrimonio genetico del virus pur venendo meno il target della spike, questo perché ci sono altre proteine target che individuano la variante e quindi c’è sequenziamento.

Per quanto riguarda i test antigenici, quelli basati sulla proteina spike sono un po’ meno efficaci, quelli sulla proteina N – che è soggetta a minori mutazioni – dovrebbero essere più efficaci.

Una recente circolare del Ministero della Salute pone attenzione su questi test antigenici e, perché ci sono mutazioni e varianti, dice che i test antigenici di terza generazione devono essere confermati, nei casi i positivi, con un molecolare, soprattutto in aree ad alta diffusione; nei negativi, quando ci sono sospetti legati alla sintomatologia o a contatti di casi sospetti,  vanno comunque confermati da un esame molecolare.

Questo significa che gli screening di massa con test rapidi vanno eseguiti in maniera adeguata o rischiano di non essere efficaci e che dovranno essere adeguati nei prossimi mesi?

Le aziende si stanno già dando da fare per adeguarli. Il Ministero raccomanda di usare innanzitutto i test di terza generazione, più sensibili, e poi, in particolare circostanze, dove ci sono sospetti di falsi positivi o negativi, vanno confermati con il molecolare.

Tornando ai vaccini, uno vale l’altro?

Ci sono dei vaccini che hanno, dagli esperimenti fatti, dimostrato maggiore efficace, ma è un dato che va preso con le pinze. Ad esempio, per Astrazeneca, si dice abbia un’efficacia minore ma in realtà dipende dal tipo di popolazione su cui è stata sperimentato Si è visto negli altri paesi del mondo dove viene utilizzato che ha un’efficacia anche su fascia di età più alta. Quello che è importante, il punto, è che i vaccini hanno comunque un’efficacia su tutta la popolazione ad evitare la forma grave della malattia, quindi bisogna vaccinarsi, vaccinarsi al più presto, con quelli disponibili, e avere fiducia che questo è l’elemento indispensabile per combattere la malattia.