VALLE CAUDINA. LA TRUFFA SI CONSUMA VIA PEC,NELLA TRAPPOLA FINISCONO IMPORTANTI AZIENDE

VALLE CAUDINA. LA TRUFFA SI CONSUMA VIA PEC,NELLA TRAPPOLA FINISCONO IMPORTANTI AZIENDE

19 Luglio 2019 0 Di Anna Guerriero

La posta elettronica certificata doveva essere un baluardo invalicabile contro qualsiasi tipo di intromissione, ma a quanto pare, non è  così.
In Valle Caudina infatti la truffa si consuma proprio attraverso le PEC ben lo sanno alcune  importanti aziende del territorio, che sono incappate nella nuova trappola informatica.
Ecco cosa è accaduto. Attraverso la Posta Elettronica Certificata sono state recapitate ad alcune aziende email da parte di una nota istituzione finanziaria, (all’oscuro di tutto) considerata come la banca delle imprese, con socio unico una nota agenzia nazionale che ha come mission quella di concorrere allo sviluppo del sistema economico.
Ebbene, secondo la Pec, la nota istutizione finanziaria, avrebbe concesso finanziamenti a queste aziende, sino a duecentomila euro, con un tasso di interesse irrisorio. Una vera e propria manna dal cielo per gli imprenditori caudini in questo momento difficile.
La proposta è interessante, la Pec una granzia e quindi ci si può fidare e proprio qui è l’errore. Per accedere ai 200mila euro bisogna stipulare una fideiussione pari a poco più dell’uno per cento ,circa duemila euro alcuni imprenditori  accettano ed effettuano un bonifico sull’iban indicato dalla Pec. Passano i giorni ma  non arriva alcuna comunicazione. I rappresentanti delle aziende iniziano ad evere dei dubbi e contattano l’istituzione finanziaria che non sa nulla della Pec e del finanziamento.
Gli imprenditori caudini, a questo punto,  si sono rivolti ad un noto avvocato della zona nella speranza si recuperare le somme versate. Una quasi impresa considerato che l’iban di riferimento, al momento, l’unica traccia a  disposizione dell’avvocato fa riferimento ad un conto bancario tedesco.