VALE PER TUTTI: SE OCCUPI UN IMMOBILE PUBBLICO PAGHI, ANCHE SE LO DICE LUONGO

VALE PER TUTTI: SE OCCUPI UN IMMOBILE PUBBLICO PAGHI, ANCHE SE LO DICE LUONGO

13 Settembre 2019 1 Di Sandro Feola

Partiamo da un presupposto: che piaccia o meno ai tifosi, non solo di calcio, ma anche di golf e di tiro al piattello, le leggi e i contratti si rispettano anche quando ti chiami U.S Avellino. Anche se hai tutta questa passione che ti esce da ogni poro della pelle, se hai fatto del pallone una ragione di vita e se ti sei trasferito armi e bagagli in curva per gridare “forza lupi”.

Le leggi prevedono che un amministratore pubblico, nel caso specifico un assessore delegato al patrimonio, dia corso alle pratiche che gli vengono sottoposte dai suoi dirigenti. Ha il dovere, non solo politico, di agire di conseguenza. L’amministrazione Festa, in continuità con l’operato del precedente assessore al patrimonio, bene fa a pretendere il pagamento dei canoni di locazione delle sue strutture, siano stadi o piccoli garage, non importa: la legge è uguale per tutti, e tutti la devono rispettare. Chiedendo quanto dovuto per lo Stadio Partenio, l’assessore pro tempore al Patrimonio ha ribadito un principio che non potrà che valere per chiunque: appunto, chi occupa uno stabile di proprietà pubblica deve pagare.

Se poi l’assessore si chiama Luongo, ed è così giovane da essere percepito come “troppo rampante” dai suoi avversari, non rileva, se non per chi deve, per partito preso, alimentare la polemica politica; se a 23 anni è già nell’esecutivo di un Capoluogo tanto da suscitare l’invidia dei più, poco rileva: la legge nel caso specifico è chiara, non dà spazio a interpretazioni. Se occupi, paghi. Stop.

Ed è così chiara la legge, sono così chiari gli atti prodotti dai dirigenti del Comune, da rendere grottesche anche tutte le accuse di strumentalizzazione che a Luongo vengono indirizzate in ragione del suo essere vicino ad Angelo Antonio D’Agostino. Sarà pure giovane l’assessore, ma ha già dimostrato di avere intelligenza a sufficienza per capire che ogni suo atto sarà passato ai “raggi x” e che non solo non potrà avvantaggiare nessuno, ma che non dovrà neanche dare l’idea di volerlo fare.