VAI COL FANGO? – Il diario di Norberto Vitale

VAI COL FANGO? – Il diario di Norberto Vitale

29 Luglio 2019 0 Di Norberto Vitale

Da come salvare e garantire il prosieguo delle attività sportive dell’Us Avellino e della Scandone, il problema sembra sia diventato chi vorrebbe espropriare la Sidigas di una sua proprietà approfittando del suo considerevole momento di crisi. Mi pare che non si vuol difendere una tesi. Si vuole piuttosto colpire qualcun altro prendendo a prestito una tesi.

1 euro o 500 mila o 1 milione possono essere considerati molti, pochi, irragionevoli ma 1 euro, 500 mila o un milione non sono la quotazione di un esproprio. Nessuno si è interessato all’Avellino Calcio né ha chiesto di acquistare la società se non dopo che Sidigas ha dichiarato di volersi fare da parte e contestualmente ha chiesto che eventuali acquirenti si facessero avanti. Lo ha fatto con procedure irrituali e, voglio sperare, inconsapevolmente scorrette. Non si avvia una trattativa se chi la propone tralascia non solo di mettere a disposizione degli eventuali interessati bilanci, carte e documenti ma di non mettere in chiaro che chi la propone non è il dominus della trattativa perché trattandosi di un bene che rientra in un concordato, questo bene va alienato con il consenso dei commissari giudiziari e con una valutazione a cui essi daranno seguito attraverso la nomina di un consulente. Sidigas, che pure aveva reso noto l sua volontà di vendere, non ha mai o non ha ancora esplicitato questa volontà ai commissari. Dunque dopo aver indotto più d’uno ad esporsi praticamente al buio, (chi ha offerto 500 mila euro ai quali aggiungere i costi di gestione del campionato di Serie C; chi ha annunciato di voleri far carico dei soli costi del campionato attraverso una ricapitalizzazione di 3 milioni, valutando zero euro il valore dell’Us Avellino) questi a cui si richiedeva il soccorso, oggi li si vorrebbe far passare per approfittatori e dunque espropriatori.

E’ una narrazione imprudente. Ancora più imprudente quando si spulcia tra carte sbagliate o parziali o unilaterali. Per capire di cosa esattamente stiamo parlando, basta andare su www.autorita.energia.it. E’ il sito dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico. Vi si può leggere la deliberazione del 30 marzo 2017 firmata dal presidente Guido Bortoni che fa chiarezza sui presunti debiti nei confronti di Sidigas da parte di chi ha presentato un’offerta per rilevare la società di calcio.  In questa delibera dell’Autorità, emerge che il gestore di rete anzi che emettere le fatture su base mensile ha raggruppato insieme più periodi di fatturazione, fino a dieci anni per SiEnergia, fino a un anno e mezzo per Miwa Energia, determinando così crediti molto consistenti soprattutto per i pesanti interessi maturati. L’Autorità, che in questa delibera prende anche atto che il gestore di rete rispetto ai reclami delle due aziende non ha trasmesso alcuna memoria, scritto difensivo né alcun documento o comunicazione, ha sancito che il comportamento del gestore di rete costituisce un rilevante pregiudizio sia nei confronti dei clienti finali sia nei confronti della stessa reputazione commerciale delle due aziende che hanno proposto il ricorso dopo l’intimazione del gestore di rete di lasciarli senza gas se non avessero provveduto al pagamento. E’ finita che l’Autorità ha accolto i reclami; ha accertato che gli interessi applicati erano diversi da quelli previsti dalla regolazione; di non richiedere ai reclamanti alcuna ulteriore garanzia fideiussoria; di vietare al gestore di rete di procedere alla risoluzione dei contratti con queste due aziende; di applicare, esclusivamente con riferimenti a crediti che non siano stati maturati per effetto di ritardate fatturazioni, al tasso di interesse previsto dalla deliberazione della stessa Autorità numero 138 del 2004.

Per essere definitivamente più chiari e precisi: il milione  e 519 mila euro che Sidigas chiedeva a SiEnergia è stato considerato non esigibile dalla Autorità proprio con quella deliberazione del 13 luglio 2017. Allo stato dei fatti, Sienergia non deve nulla a Sidigas che peraltro, sono trascorsi più di due anni, non ha neanche impugnato questa decisione dell’Autorità.

Perché dunque introdurre questi malfermi argomenti?

Per dire che Sidigas deve restare alla guida delle società sportive? Per lanciare ombre su chi si è trovato esposto dopo essere stato chiamato in aiuto? C’è una ragione in più perché imprenditori, gruppi industriali seri lascino il calcio e il basket al loro destino. Intorno a questa roba, comincia a muoversi della melma e qualche piccola macchina del fango. Se così non è, si ammetta la svista e si chieda scusa. Gli imprenditori faranno meglio a pensare alle proprie aziende, ai propri dipendenti, alle loro famiglie e pensassero più anche a se stessi: la loro serietà, il loro lavoro non merita di essere così inappropriatamente messo in discussione dal primo che passa.

A maggior ragione oggi che la cosa, a suo modo, si è decantata. Stanno facendo la squadra, stanno organizzando i quadri tecnici e societari, ci sono evidentemente le risorse minime necessarie per farlo. Dobbiamo soltanto rallegrarci perché questo stia accadendo ed esprimere il rammarico per le vicende che la Sidigas sta attraversando e l’augurio che possa superarle al più presto. Faremo l’abbonamento o pagheremo il biglietto per sostenere l’Avellino e la Scandone. Di più non è lecito chiedere!