VACCINI ANTI-INFLUENZALI, 17 MILIONI LE DOSI RICHIESTE DALLE REGIONI, ALLE FARMACIE SOLO L’1,5%

VACCINI ANTI-INFLUENZALI, 17 MILIONI LE DOSI RICHIESTE DALLE REGIONI, ALLE FARMACIE SOLO L’1,5%

18 Settembre 2020 0 Di Delfino Sgrosso

Si parla tanto del vaccino anti-Covid che, inseguito da case farmaceutiche e governi del mondo, risulterebbe essere l’unica arma davvero efficace per debellare il coronavirus. Ma, finchè non sarà sviluppato un vaccino efficace, le uniche armi a nostra disposizione saranno la prudenza ed il rispetto delle regole sanitarie. Tra quest’ultime il Ministero della Sanità ha indicato l’opportunità di vaccinarsi contro l’influenza, soprattutto per le categorie più a rischio, vale a dire bambini e over 65.

Il motivo è semplicissimo: una volta vaccinati, se si è in presenza di sintomi influenzali, quale una febbre, è il caso di correre a fare il tampone perché potrebbe essere disgraziatamente il coronavirus che bussa alla porta. Se non si è vaccinati qualunque sintomo influenzale potrebbe far propendere per il tampone, intasando così inutilmente le strutture sanitarie. Ciò appare più evidente se si pensa che mediamente 7-8 milioni di italiani contraggono l’influenza stagionale o suoi derivati, vale a dire un ottavo della popolazione.

Con il vaccino invece si eviterebbe una buona parte di falsi casi di coronavirus facilitando il lavoro dei sanitari. Si pone il problema allora del vaccino antinfluenzale. Stando alla situazione attuale, i vaccini stagionali sono di competenza dello stato, che attraverso le Regioni provvede alla sua distribuzione sul territorio.

Da questa distribuzione dovrebbero essere praticamente escluse le farmacie, cui andrebbe circa 1,5% dei vaccini nazionali, circa 250mila dosi, che distribuiti per i 19331 esercizi del territorio nazionale darebbe meno di 13 dosi per farmacia, numero ovviamente molto esiguo.

Il resto andrebbe dunque a medici e pediatri di base, i quali si troverebbero costretti a somministrare tali vaccini ad una media di 600-700 pazienti con ovvi ed evidenti problemi di affollamento in tempi di coronavirus. Problemi che affliggerebbero soprattutto il mondo pediatrico, dal momento che gli adulti possono recarsi dal proprio medico da soli a differenza dei bambini, che devono sempre essere accompagnati.

In attesa dunque di capire come si comporteranno le Regioni, che hanno il potere di incrementare la quota dell’1,5% di vaccini per le farmacie, resta l’invito a vaccinarsi, soprattutto per le categorie più deboli, chiedendo al proprio medico di base o al pediatra lumi al riguardo.