UNIVERSITÀ, COMINCIANO OGGI I TEST PER LE FACOLTÀ MEDICHE,  SOLO 1 SU 5 POTRÀ SUPERARLI

UNIVERSITÀ, COMINCIANO OGGI I TEST PER LE FACOLTÀ MEDICHE, SOLO 1 SU 5 POTRÀ SUPERARLI

1 Settembre 2020 0 Di Delfino Sgrosso

Sono iniziati oggi i test per le facoltà universitarie e numero chiuso, in particolar modo quelle di carattere medico. 890 posti a disposizione per i circa 10000 studenti di Veterinaria cui seguiranno, il 3 Settembre, i 65000 studenti che effettueranno i test per accedere ad uno dei circa 13000 posti a disposizione nelle facoltà di Medicina e Chirurgia.

L’emergenza coronavirus ha fatto slittare di un paio di giorni la chiamata dei potenziali medici che, quale prima novità, effettueranno la prova nell’Ateneo più vicino a casa e non in quello indicato come primo preferito. Il test consisterà in 60 domande in 100 minuti. Gli studenti dovranno aspettare qualche settimana prima di conoscere la graduatoria nazionale per merito.

Per il resto, oltre la mancata scelta dell’Ateneo, sono distanziamenti, mascherine, snack sigillati forniti all’ingresso le misure anti-Covid adottate. Come ogni anno dunque si ripete un rito che quest’anno ha qualcosa di grottesco, viste le condizioni igienico-sanitarie in cui si è costretti ad operare. E come ogni anno si leggono i numeri dei candidati e dei posti a disposizione ed il quadro è impietoso.

Circa 1 su 5 potrà diventare medico e meno di 1 su 10 potrà diventare veterinario. Il tutto in un paese che lamenta problemi evidenti legati non solo ad una classe medica tra le più vecchie d’Europa, ma nel quale dopo la laurea in medicina ci si imbatte nell’ingorgo delle specializzazioni, atteso il basso numero di borse di studio disponibili. E così perdiamo circa 7000 medici l’anno, nell’indifferenza generale.

Chi sarà fuori graduatoria si rivolgerà a lauree “di ripiego”, magari a carattere umanistico, che attualmente sono a basso valore aggiunto per quanto riguarda il mondo del lavoro in un Paese che ha bisogno di sviluppare ed implementare i suoi settori scientifici.

Il coronavirus dovrebbe far riflettere il Ministro dell’Università che, da buon ingegnere, dovrebbe finalmente capire che limiti e sbarramenti non servono a migliorare la situazione ma solo ad incancrenire i ben noti problemi dell’Università italiana, vale a dire poca specializzazione e forte squilibrio verso le materie non scientifiche.

E già che c’è potrebbe anche abolire, finalmente, l’inutile esame di abilitazione, così come fatto già per medicina, sottraendo così i laureati ad ulteriori, inutili esborsi per sostenere un esame che, di fatto, non certifica la competenza di chi lo supera, cui penserà il mondo del lavoro, ma solo l’inadeguatezza degli insegnamenti universitari per chi non lo supera. Inutile e dannoso.

Ci pensi bene, signor Ministro, il Covid, in fondo, è anche occasione di opportuna riflessione.