UIL: CIG IN AUMENTO, AVELLINO HA IL PRIMATO

UIL: CIG IN AUMENTO, AVELLINO HA IL PRIMATO

20 Luglio 2016 0 Di Michela Attanasio

UIL

La Provincia di Avellino in testa alle ore di incremento  di cassa integrazione nel primo semestre del 2016 rispetto al 2015.

La Campania è terza solo dopo la Valle D’Aosta  ed il Lazio con un incremento del 23,9 %

ma cosa che colpisce e dovrebbe consigliare una attenta e profonda riflessione è il dato nazionale che vede tra le province quella di  Avellino al primo posto con un + 314%

registrando in Campania un solo abbassamento delle ore di cassa per  Salerno -38,3%.

Il dato disaggregato di Avellino ci consegna un sostanziale azzeramento della CIG  in deroga -89,5% dovuta solo ad una riduzione dei tempi e delle modalità di accesso,

ed una gravissima escalation della CIG Straordinaria che passa dalle 354 mila ore del 1° semestre 2015 al dato allucinante di 3.669.511 del pari periodo del 2016 + 935,9%.

Tenuto conto che la CIGS  è uno strumento di politica industriale finalizzato a fronteggiare gravi crisi o per  affrontare processi di ristrutturazione/riorganizzazione, appare evidente come sia un dato fortemente indicativo della grave crisi delle aree interne della Campania e del mezzogiorno che si continua a voler colpevolmente sottacere, salvo poi  doverne registrare la drammaticità, che nessun annuncio o legge di riforma può controvertere.

Il fatto che Napoli registri un dato  sostanzialmente stabile +8% e Salerno un visibile decremento pone con forza una RIFLESSIONE SULLA INPROCRASTINABILE  necessità di avviare una discussione che non può continuare a vedere le aree interne divise e in contrapposizione, ma semmai sinergiche e confluenti, per segnare e recuperare le opportunità delle province di Avellino  e Benevento,  che devono ritornare ad essere polmone produttivo e luogo di insediamenti  di eccellenza e di offerta di servizi ai cittadini e alle imprese tali da restituire una visione alle giovani generazioni, che hanno il diritto di poter scegliere dove sono nati e caso mai andare all’estero per scelta e non per obbligo.