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TUTTI IN DIFESA PER NON SUBIRE LA GOLEADA? L’INTERVENTO

Amministrative e scenari elettorali,  l’intervento di Norberto Vitale Non ha gran senso discutere sulla bontà o meno dell’accordo che aveva portato i quattro partiti più rappresentativi a tentare di approvare una nuova legge elettorale, naufragato ad un passo quasi dalla meta. La questione è stata affossata, e l’emendamento sul Trentino che ha ufficialmente fatto naufragare quell’accordo c’entra soltanto pour cause, non è più all’ordine del giorno. Partita chiusa, dunque. Voteremo alla scadenza naturale, nella primavera dell’anno prossimo, con la legge elettorale uscita dalla sentenza della Corte Costituzionale. Una pessima legge. E non per colpa della Consulta, che è intervenuta sui profili di incostituzionalità che aveva l’Italicum: ha legalizzato, diciamo così, quella legge che contrastava con la Costituzione e l’ha riconsegnata al Parlamento. Ci troviamo però con un sistema elettorale strabico: si possono eleggere i due rami del parlamento con sistemi elettorali diversi tra Camera e Senato? Teoricamente sì ma la già provata ingovernabilità che sortirebbe dalle urne con l’Italicum, dilagherebbe senza almeno armonizzare l’Italicum- Consultellum alla elezione del Senato, che non era stata prevista in quanto certi dell’abolizione, che non c’è stata, per via referendaria. Mai pasticcio così strepitoso è stato confezionato nella storia repubblicana.

Da questa giostra se ne ricava che chi la prende in saccoccia sono i cittadini. Che ancora una volta dovranno andare a fiducia: nel senso che saremo chiamati a ratificare i nomi che poche persone, non più di dieci, decideranno di fare eleggere e non saranno quelli più meritevoli. Prevedibile l’aumento dell’astensione, prevedibili prossimi piccoli e grandi inciuci, prevedibili le sofferenze che non ci verranno risparmiate. La nuova manovra economica avanza con pochi sorrisi e molte lacrime: una manovra intorno ai 30 mld, lo spettro dell’Iva che potrebbe schizzare, consumi in diminuzione e ristrettezze in aumento che assesterebbero un colpo letale alla fragile ripresa dell’ultimo biennio in un Paese comunque sofferente: milioni di persone smettono di curarsi per mancanza di soldi; altri milioni di famiglie con redditi sotto la soglia di povertà; il Sud che continua a sparire ogni anno e di questo passo diventerà terra abitata da fantasmi che si perderanno, ahi loro! alta velocità, piattaforme logistiche, ponti sugli Stretti, zone economiche speciali, progetti pilota. Un ben di Dio, ce lo presentano così, che perderemo.

Chi ancora se la sente, farà bene a vigilare. Anche e a partire dalla provincia di Avellino. E’ triste dover ammettere di sentirsi impegnati nella lotta per la riduzione dei danni. E’ come giocare una partita persa in partenza che giochi cercando di evitare la goleada. Ammettiamolo, non è una bella soddisfazione.

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