TRE ORE DI NULLA, SALTA DI NUOVO UN CONSIGLIO COMUNALE DA TARANTELLE

TRE ORE DI NULLA, SALTA DI NUOVO UN CONSIGLIO COMUNALE DA TARANTELLE

7 Febbraio 2020 0 Di La redazione

Si apre con un minuto di raccoglimento per onorare la memoria di Carmine Petracca, architetto e padre del consigliere regionale Maurizio, il Consiglio comunale di Avellino. La richiesta é arrivata dal consigliere Giordano. Subito dopo si entra nel vivo dell’ordine del giorno: al primo punto l’istituzione di una commissione speciale che lasci memoria del perché delle opere pubbliche incompiute. Tutti apparentemente d’accordo sulla proposta del capogruppo del Movimento 5 stelle. Ad ingarbugliare le cose la posizione politica ribadita da Urciuoli “appartengo alla minoranza”, parole queste che hanno fatto saltare lo schema sulla ripartizione dei 15 membri. Designati inizialmente questi gruppi, 6 rappresentanti per le minoranze : Preziosi, Iacovacci, Giordano M. , Giordano N. , Iandolo e Picariello. Per la maggioranza i seguenti 9 : D’Aliasi, Melillo, Cesa, De Renzi, De Vito, Cucciniello Giovanni, Iannuzzi e Petrozziello e ovviamente Urciuoli che, tuttavia, ha inteso rimarcare la collocazione pur precisando che lo scopo della commissione va ‘al di là del numero totale dei membri e delle appartenenze’. Sul punto, il Segretario comunale ha fornito un primo parere, sollecitato dalle opposizioni, evidenziando come la proporzione a garanzia delle minoranze fosse stata rispettata. Sulla modalità di scelta dei componenti si é aperta una lunga e stucchevole tiritera impantanatasi nei veti incrociati.
Il calcolo delle composizioni ha prevalso sul dialogo per il bene comune . Alla fine si opta per il voto a scrutinio segreto.

Si vota in due blocchi : prima i consiglieri di minoranza – compreso Urciuoli – eleggono i propri rappresentanti . Poi i consiglieri di maggioranza . Dopo due ore l’epilogo è che ad essere eletti sono gli stessi di cui sopra: si è soltanto formalizzato il fatto che a votare Urciuoli è stata la maggioranza, lui infatti ha votato come le minoranze.

Tutto finito? Certo che no. Preziosi annuncia le dimissioni del blocco di minoranza dalla commissione per le opere incompiute. La maggioranza, votando un consigliere di minoranza, avrebbe minato le garanzie dell’aula.

Il Segretario ribadisce il rispetto del criterio di proporzionalità. Melillo, per la maggioranza, invita ad approfondire il tema in capigruppo salvaguardando l’istituzione della commissione. Ma il muro contro muro continua.

Urciuoli prova a fare chiarezza e invece riaccende scintille, ripercorre il vizio di origine della sua collocazione prima di tuonare contro il mancato senso di responsabilità delle minoranze. Dopo un botta e risposta tra Urciuoli e Preziosi é Iandolo a replicare seccamente: “A Urciuoli basterebbe pronunciare tre parole , sono della maggioranza per non tenere più in ostaggio questo consiglio comunale “.

Il finale é a sorpresa. La consigliera Vecchione, a nome della maggioranza contesta un comportamento definito strumentale delle minoranze e annuncia l’abbandono dei lavori che finiranno per mancanza di numero legale, proprio come la volta scorsa quando furono le minoranze a far venire meno i numeri dopo i ritardi della maggioranza all’appello . Si chiude così il Consiglio  . Tre ore , polemiche e nulla di fatto per la modica spesa di circa 5 mila euro costati alla collettività . Lunedì pomeriggio si replica.