TRASPORTI E VALLE CAUDINA, SE LA REGIONE NON RISPETTA TERRITORIO E ISTITUZIONI LOCALI

TRASPORTI E VALLE CAUDINA, SE LA REGIONE NON RISPETTA TERRITORIO E ISTITUZIONI LOCALI

30 Gennaio 2020 0 Di Sandro Feola

Curiosa l’assenza del Presidente dell’Amministrazione provinciale di Avellino al “tavolo congiunto” D’Amelio – De Luca sul tema della mobilità in Valle Caudina. Non è stato invitato?

“La Regione è a lavoro per una definizione strutturale che possa consentire di superare l’isolamento della Valle Caudina.” Recita così il comunicato “congiunto De Luca – D’Amelio”, che ha reso noto il tavolo tenutosi ieri sul tema della mobilità e delle infrastrutture nel territorio del Beneventano e della Valle Caudina. L’obiettivo annunciato, manco a dirlo, “la definizione strutturale del tema che possa consentire – così c’è scritto – di superare l’isolamento di questo territorio.”

Ci sarebbe da rallegrarsi dell’iniziativa “congiunta” De Luca – D’Amelio se non fosse per la curiosa circostanza che al tavolo mancasse il Presidente della Provincia di Avellino. 

Domenico Biancardi

Con la sua proposta di realizzare un traforo che colleghi Baiano e Cervinara, Domenico Biancardi è stato infatti il primo politico che riveste un ruolo istituzionale ad evidenziare efficacemente la condizione di isolamento nella quale versano le comunità della Valle Caudina e, al contempo, le conseguenze che questa condizione determina sull’area in termini di mancato sviluppo. 

Assenti al tavolo anche il consigliere regionale Alaia, che conosce bene il territorio, lo vive e ha sposato l’idea del traforo, e i vertici di Confindustria, che hanno spiegato con cognizione di causa le ragioni per le quali la infrastruttura proposta da Biancardi innescherebbe un meccanismo virtuoso sull’economia della Valle favorendo nuovi investimenti, crescita e occupazione.

Inevitabile, pertanto, chiedere ai Presidenti De Luca e D’Amelio, che “congiuntamente” hanno dichiarato che sarebbe meglio potenziare le vie ferrate per superare l’isolamento, se Biancardi, Alaia e vertici di Confindustria siano stati invitati al summit.

È evidente che se cosi non fosse, si tratterebbe non solo di una inaudita scortesia istituzionale, ma anche di un atteggiamento di ostilità a quella parte di territorio che ha espresso con nettezza una posizione pro traforo che deve trovare ascolto nelle istituzioni regionali.

D’altronde, se la Regione Campania intenda sostenere il Traforo o il potenziamento delle vie ferrate lo può decidere solo il Consiglio Regionale. Un summit, benché ben partecipato da vertici politici, istituzionali e tecnici, non è legittimato ad assumere una decisione che spetta unicamente ai rappresentanti del popolo campano.