TIROCINI E INCAPACITA’ DI SPESA ALL’ALTO CALORE, CGIL CHIEDE INVERSIONE DI ROTTA ALLA POLITICA

TIROCINI E INCAPACITA’ DI SPESA ALL’ALTO CALORE, CGIL CHIEDE INVERSIONE DI ROTTA ALLA POLITICA

9 Maggio 2021 0 Di La redazione

La nota stampa del Segretario Filctem Carmine De Maio che sottolinea l’utilizzo di vecchie pratiche e l’incapacità di spesa per l’ammodernamento delle reti

Da molti mesi, il dibattito Italiano è monopolizzato, giustamente, dal Recovery Fund con tutte le iniziative da progettare per lo sviluppo dell’ Italia intera e soprattutto grande occasione per il Sud per recuperare  l’enorme gap accumulato nei confronti del Nord.

Il grande punto interrogativo che come Filctem ci poniamo, conoscendo sia le dinamiche politiche sia le strutture pubbliche e private di questi territori, e se saremo in grado di uscire dalle botteghe personali e pensare al bene comune ed universale per ogni singolo cittadino. Se prendiamo come riferimento la società Alto Calore Servizi, ente Pubblico  gestore di un bene universale allora il Sud è condannato alla desertificazione totale. Ricordando bene i dati drammatici sulla disoccupazione ed il continuo spopolamento (soprattutto giovanile) della Provincia acuita dalla crisi Covid.

Nel Dicembre 2019, la Filctem e Nidil manifestavano tutto il disappunto e preoccupazione in merito alla continuità della gestione dell’ Ente usato come bancomat e collocamento diretto dichiarando – «È assurdo che anche nelle partecipate pubbliche si utilizzino platealmente queste misure in questo modo. Ormai anche questa è diventata una prassi nelle pubbliche amministrazioni e non è più tollerabile. Non si possono utilizzare tirocini per rispondere alle esigenze di personale, dovendo essere persone da inserire in percorsi formativi e non lavorativi. Speriamo non sia l’ennesima forma di clientela, lo sdoganamento dello sfruttamento dei giovani attraverso tirocini».

Non pensavamo che proprio il presidente Ciarcia ci avrebbe dato ragione con una sua dichiarazione riportata nella nota del 10/04/2021 prot. 009021 di cui riportiamo un passaggio:

“A proposito delle attività di tirocinio e le somministrazioni lavoro, devo dire che probabilmente non si ha piena contezza delle esigenze aziendali, avendo una visione personalistica del concetto di necessita (corrispondente a ciò che si ritiene utile per se), in quanto le risorse umane coinvolte a vario titolo in Azienda rispondono a vuoti di organico causati solo in parte dai prepensionamenti ma soprattutto derivanti da uno storico bisogno di integrazione della forza lavoro in determinati settori, riconosciuto e rappresentato non solo dai vari Responsabili di Servizio e di Area ma anche dalle SS.LL”

Sempre per usare le parole del Presidente Ciarcia in Acs non si costruiscono più carriere verticistiche ma si fabbricano posti di lavoro a gruppi di 50.

Nel ricordare che la legge vieta tale pratica, chiediamo a tutti: può continuare questa gestione?

Si può continuare nella mortificazione del lavoro, dei giovani e delle comunità in questo modo, in un momento dove la precarietà ha raggiunto livelli altissimi ed insostenibili?

Altra umiliazione è l’incapacità di spendere le ingenti risorse messe a disposizione delle Regione Campania circa 60 milioni per rifare le reti idriche colabrodo che disperdono il 40% dell’acqua sollevata causando un danno economico mensile pari a 500.000,00 che ricade sulle spalle dei cittadini: come dire oltre il danno la beffa.

Al Sindaco della Città Capoluogo a tutti i sindaci soci, alla politica, alle associazioni tutte chiediamo il perché di tutto questo silenzio assordante e scarsa attenzione; non è possibile ragionare solo forti dei numeri che danno la maggioranza, queste sono battaglie di civiltà vanno combattute tutti i giorni soprattutto se si ha un’idea diversa rispetto ad un sistema precostituito.

«C’è la necessità di un dibattito più ampio, vero e generale sul futuro di Alto Calore, sui suoi aspetti organizzativi e sul futuro dell’acqua pubblica in Irpinia. Per quanto ci riguarda la misura è colma, porteremo tale situazione in tutte le sedi, sia quelle di controllo dello stato, sia dove ci sarà voglia di ascoltarci e condividere questa battaglia sociale e culturale.

 Segretario generale filctem cgil

Carmine De maio