Tessere&Clave! LA NOTA

Tessere&Clave! LA NOTA

28 Dicembre 2019 0 Di Norberto Vitale

Fa un certo effetto vedere che gli stessi protagonisti dello scontro permanente nel consiglio comunale di Avellino, che puntualmente e reciprocamente si randellano nell’aula di Piazza del Popolo, sono gli stessi che ritroviamo in fila a chiedere la tessera dello stesso partito.

Cosa ne potrà venire al Partito Democratico da questo doppio equivoco è facilmente prevedibile: continueranno a randellarsi anche in via Tagliamento.

Se questa è la premessa, non si capisce bene a cosa serva la riorganizzazione del partito, la eventuale celebrazione del congresso, la classe dirigente che ne verrà fuori. Il partito politico è una comunità politica: deve cioè condividere, avere in comune una serie di valori alimentati dalla solidarietà e dai comportamenti di tutti quelli che intendono promuoverli e possibilmente affermarli. C’è uno straccio di indizio che può indurre a pensare che prima o poi questa consapevolezza sia pure timidamente provi a farsi strada nel Partito Democratico della provincia di Avellino?

Da questo punto di vista, Aldo Cennamo, il commissario nominato da Zingaretti dopo lo scioglimento per via giudiziaria degli organismi dirigenti, non può né poteva fare miracoli se non garantire legalità e trasparenza alle procedure. Ma è evidente che stiamo leggendo un libro sbagliato, nel quale le maschere prevalgono sui volti. Ognuno scrive la propria parte dentro una storia senza trama né c’è un leader, una qualche operosa personalità in grado di tesserla. Rispetto al recente passato, c’è una novità. Prima, penso agli anni di Paolo Foti, nello scontro tra persone e personalismi, per non parlare di guerra per bande, il Partito si era limitato con ignavia a stare a guardare e sotto sotto alimentarlo. Oggi il Partito ufficializza e finisce per benedire lo scontro: ad ognuno consegna una tessera da usare come clava.