BOMBA AL CENTRO PER L’IMPIEGO. DUE PERSONE IN CARCERE PER TERRORISMO

BOMBA AL CENTRO PER L’IMPIEGO. DUE PERSONE IN CARCERE PER TERRORISMO

8 Luglio 2021 0 Di La redazione

Avrebbero pianificato anche altre azioni violente non attuate. L’epilogo dopo complesse indagini , durate 14 mesi , concluse con l’identificazione di due antigovernativi, contrari alle iniziative di contrato alla pandemia, aderenti ad una rete rivoluzionaria di “movimenti spontanei popolari” .

L’attentato , senza feriti ma ingenti danni alla struttura , si consumò  il 20 maggio 2020 intorno alle 23.50 in via Pescatori, nel mirino in Centro per l’impiego del capoluogo irpino

  • Epilogo provvedimenti

Questa mattina il Ros (Raggruppamento operativo specale) e gli uomini del Comando Provinciale Carabinieri di Avellino hanno eseguito 2 misure cautelari in carcere emesse dal Tribunale di Napoli su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo. Il provvedimento è scattato nei confronti di due indagati gravemente indiziati di aver fabbricato, portato e fatto esplodere, in concorso fra loro, per finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico, un ordigno artigianale di “importante potenziale esplosivo” che causava un significativo danneggiamento al portone blindato del Centro per l’Impiego di Avellino.

L’indagine, diretta dalla Procura della Repubblica di Napoli, è stata avviata nel maggio 2020, a seguito della deflagrazione dell’ordigno artigianale.

  • Attivisti antigovernativi contrari ai provvedimenti anti-Covid

Le investigazioni, quanto alla matrice eversiva dell’attentatohanno evidenziato come gli indagati fossero simpatizzanti dell’ampia ed eterogenea realtà nazionale avversa ai provvedimenti restrittivi adottati dal Governo per fronteggiare l’emergenza sanitaria da COVID -19.
L’evento delittuoso si colloca quindi in un periodo storico di forti tensioni sociali caratterizzate da proteste di piazza e iniziative di contestazione al potere statuale tanto a livello centrale quanto regionale. A conferma di ciò, è stato accertato che gli indagati avevano aderito all’iniziativa, ascrivibile all’epoca al contesto dei “movimenti spontanei popolari ed avente dimensione nazionale, di querelare il Presidente del Consiglio dei Ministri pro tempre per i reati di “attentato contro la costituzione dello stato, abuso d’ufficio e violenza privata”, con riferimento all’adozione dei provvedimenti restrittivi in materia di emergenza pandemica.

  • Avevano pianificato altre azioni

Le investigazioni, particolarmente complesse e delicate, oltre ad evidenziare intenti rivoluzionari” palesati dagli indagati nel corso di manifestazioni pubbliche organizzate nel territorio del Comune di Avellino, hanno dimostrato che gli stessi, nonostante alcune attività di perquisizione avessero disvelato l’esistenza dell’indagine, avevano pianificato unulteriore azione violenta, nei loro intenti ancora più pericolosa, che tuttavia non portavano a compimento.

IL NOSTRO SERVIZIO SUL LUOGO DELL’ATTENTATO