TAMPONI. ASL, SINDACI E MEDICI O COLLABORATE O LO TSUNAMI CI TRAVOLGERÀ

TAMPONI. ASL, SINDACI E MEDICI O COLLABORATE O LO TSUNAMI CI TRAVOLGERÀ

5 Novembre 2020 0 Di Leonardo D'Avenia

Il sistema di tracciamento in tilt abbandona i cittadini a se stessi. L’Azienda sanitaria locale, i sindaci e i medici di base operano a compartimenti stagni. Si spreca tempo e il picco ancora non è arrivato

Da diciassette giorni attendono di conoscere l’esito di un tampone. Nel frattempo sono stati costretti a ricorrere all’Ospedale e, una volta tornati a casa, a sottoporsi a iniezioni che in famiglia nessuno sa fare, hanno imparato in emergenza. Il caso emblematico raccolto ieri, testimonia le falle del sistema sanitario irpino e non. Nel caso di specie lL’Asl tarda nelle comunicazioni, il medico di base è assente. Di storie come questa ne raccogliamo ogni giorno e continueremo a farlo. Il filo rosso che le lega è la mancanza di comunicazione tra autorità.

Basta chiedere ai manager della sanità irpina cosa pensano dei tamponi che i sindaci fanno eseguire, nei loro comuni e a propri spese, a laboratori privati nel tentativo di accelerare e stanare il virus, la risposta è: iniziative con cui non abbiamo nulla a che vedere. Forse, è una maligna ipotesi, perché aumenterebbero i volumi di dati da gestire. E purtroppo di faldoni da inserire nel sistema centrale, chiamato Sinfonia, ce ne sono tanti.

Un’orchestra senza direttore che suona note stonate. La metafora potrebbe reggere ma le note qui sono dolenti quando sulla propria pelle si attende una risposta.

Se ogni comune facesse screening a tappeto, di concerto con l’Asl, cioè mettendo insieme le banche dati, i risultati sarebbero noti in metà del tempo.

E non proprio non si capisce perché, se d’ora in avanti i medici di famiglia potranno somministrare e comunicare test antigenici,  quelle provette nel sistema Asl diventano scarti, dati da non prendere neppure in considerazione e da mettere in coda. Dai che diventano poi cittadini. Un cortocircuito comunicativo e organizzativo in cui anche la Regione ha le sue responsabilità avendo creato il pasticcio dell’elenco prima lungo e poi corto dei laboratori privati. Dei privati c’è bisogno vitale in maniera coordinata.

Centinaia di positivi irresponsabili, senza notifiche di quarantena perché mai contatti, si sentono intanto autorizzati a girovagare in assenza di controlli. Centinaia di cittadini responsabili si ritrovano, invece, “murati” e inascoltati.

A conferma del tempo perso ci sono le code chilometriche che in queste ore si registrano ai drive in Asl. Collaborando tra Asl, sindaci e medici di base, lo screening sarebbe ancora più rapido per cirscoscrivere il virus.

Il picco dei contagi è atteso per dicembre. Senza una rete cui aggrapparsi saremo travolti dallo tsunami.