SULLO STADIO INUTILE E DANNOSA CACCIA ALLE STREGHE

SULLO STADIO INUTILE E DANNOSA CACCIA ALLE STREGHE

29 Marzo 2022 0 Di La redazione

Comune e Us Avellino discutono di gestione, le strumentalizzazioni politiche e i titoli ad effetto, minano le intese. Il bene comune da salvaguardare

Anche oggi la Commissione trasparenza del Comune di Avellino si è occupata di stadio “Partenio- Lombardi”.

Da quando gli organismi sono stati di nuovo insediati, l’argomento è in pianta stabile in cima all’agenda con i resoconti puntualmente aggiornati dalle cronache.

Nell’organismo comunale con funzione d’indirizzo e controllo non si discute, purtroppo, della realizzazione del nuovo stadio. Né, dopo due anni di Covid, della revisione degli accordi di gestione, previsti da una legge dello Stato che supporta le società sportive italiane rimaste senza pubblico e introiti.

Al contrario, gli zelanti membri d’opposizione della commissione puntano il dito su canoni e tasse degli ultimi due anni di pandemia. Un saldo che la società ha già ampiamente chiarito di essere pronta a pagare.

Le parti discutono carte alla mano (clicca qui per approfondire), l’intesa ancora non c’è.

Va ricordato che lo stadio non è nelle condizioni di quello glorioso da 30 mila posti, il cui canone è rimasto invariato mentre le superfici realmente utilizzate sono diminuite e che per poter giocare ad Avellino la società si è fatta carico di interventi di manutenzione straordinaria. Tutto legittimamente autorizzato, come legittimi sono gli interrogativi della commissione che poi, però, va oltre. Notizia di qualche giorno fa è la minaccia, messa ai voti come riportano le stesse cronache, della volontà di un esposto contro Giovanni D’Agostino.

A presentare la richiesta – da cui prende le distanze la consigliera Giovanna Vecchione – il presidente della commissione trasparenza Ettore Iacovacci, capogruppo del Partito Democratico e nel contempo sindacalista della Ugl, Dino Preziosi ex manager dell’azienda trasporti (*) e Gennaro Cesa, eletto con Festa ma passato all’opposizione del sindaco. Sullo stadio prosegue, così, una “partita maschia”.

Cosa li ha spinti a tanto? Pare, alcune dichiarazioni del dirigente che si è detto contrariato da chi critica, a prescindere, destabilizzando l’ambiente. Uno sfogo amaro – quanto generico – maturato in una fase cruciale della stagione, dove in palio c’è la promozione in serie B. Che non è solo un fatto sportivo. Per Avellino e provincia è un’opportunità di riscatto sociale e di speranze nuove di futuro, un desiderio che accomuna la comunità – società, tifosi e semplici cittadini – anche non avvezzi a calcio o politica. L’Us Avellino resta un patrimonio comune condiviso. Non c’è dubbio che i consiglieri in questione debbano esercitare il proprio ruolo fino in fondo, anche rivolgendosi alla magistratura laddove si siano sentiti lesi (?). Speculando politicamente, invece, è la trasparenza a finire in fuorigioco.

Continuando di questo passo nella caccia alle streghe o nei titoli ad effetto, il rischio è che il bene comune passi in secondo piano.

(*) Il consigliere Dino Preziosi precisa, rispetto alla frase “al tempo dirigente sportivo” contenuta nell’articolo, di non avere mai ricoperto questo ruolo.