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SULL’ASI HA VINTO TAFAZZI

Mentre il sindaco, chiuso nella sua stanza, meditava indeciso se dimettersi o scatenare la terza guerra termonucleare, sette consiglieri comunali facevano uscire il comune di Avellino dal Consorzio delle aree industriali di Pianodardine, il primo nucleo industriale sorto in provincia di Avellino che per il 50% ha le sue fondamenta proprio nel territorio del comune capoluogo. C’erano 13 consiglieri in aula: i 4 dell’opposizione hanno votato contro (ma se fossero usciti sarebbe venuto meno il numero legale e avrebbero così evitato che si votasse), Gianluca Festa ha votato contro, Enza Ambrosone si è astenuta.

Cosa ci guadagna il comune di Avellino? Un risparmio di meno di 12 mila euro.

Cosa perde? Intanto un bel gruzzolo tra Imu e Tasi versati dalle aziende. Di più: il comune di Avellino non avrà alcuna voce in capitolo su decisioni e strategie, stabiliti dal Piano regolatore intercomunale, che riguardano il Nucleo industriale.

E’ stata una scelta a perdere: Tafazzi non avrebbe saputo far meglio. L’appiglio per uscire viene da una legge: un consorziato, e Avellino aveva una quota dell’8,4% nell’Asi, in seguito a tre bilanci consecutivi in rosso, può autonomamente decidere di uscire. Cosa che è avvenuta.

I sette consiglieri comunali hanno dunque salvaguardato le casse del comune di Avellino, le tasse e i tributi che versano i cittadini?

A conti fatti, per niente. E allora? Per capire, bisogna guardare all’oscenità della rappresentazione. Letteralmente, a ciò che sta “fuori dalla scena”. Ed è qui che trovi le spiegazioni: ripicche, veleni, il presidente uscente Belmonte scaricato dall’Udc e corso sotto l’incerta ala protettiva del Pd, che viene battuto da un patto trasversale orchestrato dall’Udc che fa eleggere Sirignano. E proprio in quelle ore, fu Foti ad annunciare che presto il comune di Avellino sarebbe uscito dall’Asi. Avessero detto: noi non ci stiamo a continuare così, a mettere uomini di paglia a dirigere le aree industriali, vogliamo manager indipendenti capaci di assecondare le strategie dei sindaci consorziati per attrarre investimenti e investitori, garantire profitti dalla depurazione, vigilare sulla integrità dell’ambiente. Si sono fermati alla robetta: Belmonte, Sirignano.

Un pensiero infine ai sette prodi consiglieri che hanno votato l’uscita dall’Asi: avete capito bene cosa avete votato e le conseguenze che ne deriveranno? Venite a spiegarcelo. Male che va, ci faremo quattro risate.

Circa Norberto Vitale

Norberto Vitale

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