SUD, CARFAGNA: DAL PRIMO LUGLIO DECONTRIBUZIONE SENZA BASE GIURIDICA, INTERVENIRE PER RENDERLA STABILE

SUD, CARFAGNA: DAL PRIMO LUGLIO DECONTRIBUZIONE SENZA BASE GIURIDICA, INTERVENIRE PER RENDERLA STABILE

18 Maggio 2022 0 Di La redazione

“Il problema della decontribuzone del Sud nasce dalla scelta del Governo di allora di introdurre nella legislazione nazionale una misura pluriennale che però è autorizzata – nel contesto normativo europeo – solo per un lasso di tempo ridotto, e cioé fino alla scadenza del Quadro Temporaneo sugli aiuti di Stato introdotto per far fronte all’emergenza Covid. Se non autorizzata dall’Unione europea, quella misura rappresenta un aiuto di Stato e decade. E questo era ben noto anche quando la misura é stata approvata. Il legame tra la decontribuzione e l’autorizzazione comunitaria ha imposto alla misura un orizzonte temporale incerto, inizialmente per il solo 2020, poi esteso al 2021 e infine al 30 giugno 2022. Salvo un’ennesima estensione del Quadro Temporaneo, al momento poco prevedibile, dall’1 luglio la decontribuzione non godrà di una base giuridica europea”. Lo ha detto la ministra per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, al question time alla Camera. Carfagna ha sottolineato che “sin dal mio insediamento, mi sono trovata a lavorare per sventare il rischio di decadenza della misura. Siamo riusciti a ottenere la riconferma per l’anno 2021 e poi per il primo semestre 2022. Stiamo ora lavorando, e ne ho parlato anche con la Commissaria Europea Ferreira, per ‘agganciare’ la misura al nuovo e recente quadro sugli aiuti di stato introdotto per il secondo semestre 2022 e finalizzato a sostenere le imprese colpite dalle conseguenze dello scoppio della guerra in Ucraina”.

“Occorre però lavorare – e questa é una priorità nazionale, che deve vedere coinvolti nel dialogo con la Commissione tutte le amministrazioni competenti, Ministero del Lavoro, Dipartimento per le Politiche Europee e ovviamente Dipartimento per la Coesione – per dare alla decontribuzione una veste stabile e un aggancio strutturale ai trattati europei e non più ai quadri temporanei. Solo in questo modo essa potrà essere confermata negli anni a venire e soprattutto potrà avere effetti strutturali nelle scelte di investimento e di assunzione delle imprese al Sud. E’ un lavoro che ovviamente abbiamo già iniziato, che intensificheremo nelle prossime settimane, con un tavolo permanente con le amministrazioni nazionali finalizzato a offrire alla Commissione europea una soluzione concreta e non più precaria come é stato”.