STIR, LE ASSOCIAZIONI BOCCIANO IL COMUNE CAPOLUOGO

22 dicembre 2016 0 Di Vincenzo Di Micco

“Dobbiamo evitare l’ampliamento dello STIR di Pianodardine in una zona particolarmente delicata dal punto di vista ambientale e della salute umana”. E’ la denuncia delle associazioni Valle del Sabato, Calendula, I briganti d’Irpinia, Lotta per la vita, Salviamo la nostra valle del Sabato, Salviamo la nostra vita, riunitesi ieri a Borgo ferrovia per  continuare quella che viene definita “Una battaglia senza sosta”.

In tale contesto il sospetto è  che ci troviamo di nuovo nella situazioni di  scelte calate dall’alto e  sulla testa dei cittadini, senza tener conto delle effettive problematiche della zona.

La richiesta della  capacità di trattamento dei rifiuti per gestire nello stesso impianto anche la frazione umida trasforma di fatto la temporaneità emergenziale in una ristrutturazione permanente del complesso impiantistico  con la realizzazione effettivamente di un biodigestore.

Il 9 Dicembre ad un convegno sulla riconversione ambientale della valle del Sabato abbiamo proposto una soluzione al comune di Avellino, consigli e soluzioni ampiamente disattesi dal consiglio comunale in virtù delle ultime scelte. Era un’occasione quella per richiamare la città al suo ruolo guida nella questione ambientale.  Un ruolo in cui il risanamento di un’area tanto vasta è un obiettivo necessario poiché coinvolge in pieno la città. L’occasione che avrebbe riscattato questa classe dirigente e politica rispetto alle tante inefficienze del passato (ad esempio Isochimica).

“Chiediamo la bonifica del sito e non il suo ampliamento, visto che tutta questa vicenda si sviluppa in un sito, lo STIR, già ampiamente gravato da problematiche di inquinamento ambientale” Queste sono le aspettative delle associazioni. Nella riunione di ieri non si poteva non parlare della decisione che il consiglio comunale di Avellino del 20 dicembre ha prodotto. Aspettiamo ancora di sapere le ragioni che hanno mosso i consiglieri comunali di Avellino di respingere l’ordine del giorno con cui il gruppo “Si può” ha presentato il  documento “Contrarietà a qualsiasi intervento di potenziamento delle attività dell’impianto STIR di Pianodardine”,  un documento che avrebbe solo rafforzato di fatto la scelta politica che solo  qualche tempo fa , con un atto deliberativo, il comune, si assumeva  con l’impegno diretto di  fermare il processo di insediamento degli opifici dell’impiantistica ambientale. Il voto dell’altra sera mortifica e travolge questo auspicio. Una presa di posizione imbarazzante e vergognosa che lascia nel più cupo grigiore Piazza del Popolo. Per queste ragioni ci risulta alquanto incomprensibile la scelta del comune , oggi serve  una politica di controtendenza e di smobilitazione dell’area che ci si ostina a definire “industriale” solo per tarda vocazione urbanistica quando, invece, di fatti è un’area antropologicamente dinamica, con insediamenti abitativi ad area vasta, attività artigianali, commerciali e di servizio, vera e propria infrastruttura urbana di ingresso per la città capoluogo. Serve una classe politica attenta e che prenda seriamente coscienza di una dimensione oramai allarmante del fenomeno”- dichiarano in nota congiunta le associazioni.