SPINELLI, LA CITTADINANZA AL DUCE E IL SENSO CIVICO DI QUELLA REVOCA

SPINELLI, LA CITTADINANZA AL DUCE E IL SENSO CIVICO DI QUELLA REVOCA

24 Settembre 2018 0 Di Sandro Feola

La storia non si cancella con una delibera, è vero. Ma se un provvedimento, per quanto simbolico esso sia, può servire a ricordare alle nuove generazioni che Benito Mussolini volle le leggi razziali in virtù delle quali migliaia di italiani furono mandati a morire nei campi di concentramento, allora ha fatto bene Angelina Spinelli a revocare la cittadinanza onoraria al Duce.

Angelina Spinelli

Se quella delibera è servita a ricordare ai tanti lo strazio di bambini ebrei italiani, strappati alle proprie madri e mandati a morire nelle camere a gas, allora bene hanno fatto i consiglieri comunali a cogliere la sensibilità del loro primo cittadino e ad approvare quella revoca. Il sindaco di Santa Paolina, d’altronde, è una professionista preparata e intelligente al punto da non poter neanche lontanamente immaginare di poter cambiare la storia e le vicende del ventennio.

C’è poi chi accusa la Spinelli di cercare visibilità, ma evidentemente chi lo fa non ne conosce affatto lo stile e la riservatezza. E a chi incautamente – e anche molto banalmente – sostiene che gli amministratori non abbiano di meglio da fare, occorre spiegare che i sindaci non si occupano solo della ordinaria e della straordinaria amministrazione di un comune, ma anche di rappresentare ed esprimere la coscienza civica della propria comunità.

E la coscienza di Santa Paolina, dell’Irpinia, del Paese, non può che essere, pur tra tante distinzioni, consapevolmente antifascista e chiaramente antinazista. Ben vengano, dunque, tutte le revoche delle cittadinanze onorarie al Duce e al Furher se queste servono a ribadire quanto distanti siamo dall’orrore e dalla morte che hanno portato in Italia, in Irpinia, e anche a Santa Paolina.