SOLOFRA. “UN FIORE PER IL LANDOLFI”:IL FUNERALE DELL’OSPEDALE ,STAMANE LA PROTESTA

SOLOFRA. “UN FIORE PER IL LANDOLFI”:IL FUNERALE DELL’OSPEDALE ,STAMANE LA PROTESTA

25 Ottobre 2020 0 Di La redazione
Da oggi domani e fino al giorno della commemorazione dei defunti (2 Novembre), a seguito delle restrizioni imposte dall’ultimo DPCM e dalle ordinanze regionali, i componenti del Comitatto Salviamo il “Landolfi” si recheranno di volta in volta presso l’ospedale Landolfi per deporre simbolicamente un fiore alle sue porte, lasciando un messaggio personale o scattando una fotografia che ognuno potrà inviare alla pagina del Comitato tramite il pulsante (invia un messaggio).
In un album raccoglieremo l’espressione cittadina in merito a quanto sta accadendo.

Il Comitato Salviamo il “Landolfi”, dopo la decisione delle autorità sanitarie di attivare posti letto per pazienti covid, temendo lo smantellamento dell’ospedale solofrano, dà vita ad una simbolica iniziativa di protesta tramite social

Da oggi l’ ospedale sarà ufficialmente destinato ad ospitare casi Covid (paucisintomatici), con il conseguente spostamento dei reparti al Moscati di Avellino.
Una decisione unilaterale presa dal manager Pizzuti senza alcuna previa comunicazione ai Sindaci del comprensorio Solofra-Montoro-Serino ed in barba alle richieste dello stesso Prefetto di Avellino, che aveva esplicitamente chiesto di sospendere tale decisione.
Alla luce di ciò, è chiaro che tali scelte erano chiaramente premeditate e la ricrudescenza pandemica è stata l’occasione giusta per smantellare il nostro presidio sanitario locale.
A fronte di ciò, i Sindaci Vignola, Giaquinto e Pelosi hanno duramente attaccato la direzione generale del Moscati, sottoscrivendo un dettagliato documento dove si chiedeva su quali basi tecniche/logistiche/igienico-sanitarie reggeva la scelta di rendere il Landolfi Covid-hospital.
Attendiamo che sia pubblicata la risposta, ma già immaginiamo cosa conterrà. Ci si fa scudo della pandemia pur di celare una precisa volontà di affossare una storia lunga 132 anni.
La battaglia è ancora lunga e continuerà a suon di PEC e carte bollate, sul piano istituzionale e legale, sia da parte dei Sindaci che del nostro Comitato, che già ha provveduto ad inviare una dettagliata relazione al difensore civico della regione Campania che riveste anche la carica di Garante del diritto alla salute.