#SOCIALDOWN: LE SETTE ORE CHE POTEVANO CAMBIARE IL MONDO

#SOCIALDOWN: LE SETTE ORE CHE POTEVANO CAMBIARE IL MONDO

5 Ottobre 2021 0 Di Leonardo D'Avenia

Sette ore, per qualcuno sette interminabili ore, che sembravano il preludio della fine del mondo digitale.

Intorno alle 17:30 (ora italiana) il mondo, tutto il mondo si è fermato e per qualche ora è come se avesse drasticamente fatto un passo indietro sulla linea temporale. Facebook, Instagram e Whatsapp non funzionanti e tutti in un colpo solo. Per sette ore tutto il mondo si è ritrovato improvvisamente non collegato. A dare una parvenza di “normalità” al paradosso vissuto ieri, sono stati altri social come Telegram, Twitter e Tiktok.

Insomma tutti i competitor di Mark Zuckerberg (proprietario di Facebook, Instagram e Whastapp) hanno funzionato regolarmente, “costringendo” lo stesso Mark a delle frettolose scuse ma che forse rendono realmente l’idea di quanto i suoi “giocattoli d’oro” siano diventati indispensabili nella quotidianità di ognuno di noi: «Mi dispiace per l’interruzione di oggi, so quanto vi affidate ai nostri servizi per rimanere in contatto con le persone a cui tenete».

Ma cosa è veramente successo? Il down pare sia collegato ai sistemi che associano gli indirizzi generali – come facebook.com, ad esempio – ai singoli indirizzi IP che vengono impiegati dagli utenti. Un fermo che avrebbe causato un danno all’economia mondiale di oltre 1 miliardo e 130 milioni di dollari. Un attacco hacker? Plausibile ma nulla di concreto che possa ricondurre il down di ieri a un attacco mirato contro il colosso Zuckerberg.

Fatto sta che il 4 ottobre è una data entrata nella storia: nell’era digitale non era mai successo un blackout del genere che, moralisti a parte, ha realmente portato delle difficoltà. Nelle concitate ore degli scrutini, ad esempio, in Italia è mancata la solita comunicazione tra sostenitori e candidati, con moltissime persone “costrette” a tornare ad usare il primo metodo di messaggistica istantanea con i cellulari: gli sms. C’è anche chi in mancanza di intrattenimenti digitali si è nuovamente affidato alla televisione per trascorrere le ore di down: e c’è anche chi non se ne è reso conto, ma diciamocelo, sono realmente poche le ieri hanno vissuto sette ore in “normalità”.

Anche perché poi, nel momento in cui i social hanno ripreso a funzionare, tutti hanno tirato un sospiro di sollievo. Fino al prossimo down che non farà altro che sottolineare ancora una volta come siamo nell’era digitale e la comunicazione e il funzionamento delle App sui nostri Smartphone deve essere la normalità.