SI PREDICA E SI RAZZOLA!

SI PREDICA E SI RAZZOLA!

22 Ottobre 2018 0 Di Norberto Vitale

La novità di oggi sulle elezioni provinciali del 31 di ottobre, da prendere con tutte le molle di questo mondo, porta la firma dell’onorevole sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia.

Dice che il M5s resterà fuori dai giochi: “Vogliamo parlare di cose da cambiare e non essere complici di vecchi giochi di potere”. Sembrerebbe un modo di dettare la linea dopo che gli altri parlamentari, con la unica eccezione di Maria Pallini, avevano invece sostenuto l’utilità di essere complici di vecchi giochi di potere utilizzando i voti dei sei consiglieri comunali di Avellino per farli convergere su candidati collegati alla lista di Domenico Biancardi.

Operazione che anche grazie alle divisioni interne del Partito Democratico potrebbe incidere sulle sorti di Michele Vignola, candidato dal Pd.

Resteremo fuori dai giochi –spiega invece Sibilia- perché ci stanno chiedendo di andare a votare ma nessuno ci ha presentato un progetto o una proposta.

Cioè se qualcuno gli presenta un progetto o una proposta, potrebbero pensarci, ma siccome non lo fanno (e non è vero, Biancardi li ha invitati esplicitamente e con argomenti) resteranno fuori.

Non credo ci sarebbe da ridire se i consiglieri del M5s andassero a votare e votassero per chi più gli aggrada. Resterebbe però un aggiornamento di cui rendere conto: per il M5s, la Provincia è ancora ritenuto un ente da abolire? La domanda per quanto residuale ha la sua importanza se non solo si fa finta di dimenticarselo ma si utilizza la Provincia, come propendono a chiare e aperte lettere Gubitosa e Grassi, proprio per farsi dichiarati complici dei vecchi giochi di potere.

In effetti pensavamo che Sibilia avrebbe taciuto sulle elezioni provinciali, stretto come è tra l’interesse a fare andare di traverso al Pd l’elezione di Vignola e il timore per la tracciabilità dei voti dei sei consiglieri comunali di Avellino che se espressi renderebbero il M5s chiaramente complice dei vecchi giochi di potere, quelli che Sibilia denuncia mentre si sta alacremente impegnando a costruirli.

E’ curioso anche notare che difendendo principi così alati, il sottosegretario finisca per dare ragione a chi in consiglio comunale si appresta a sfiduciare Ciampi. “Nessuno ci ha presentato un progetto o una proposta tali da farci riflettere sulla possibilità di andare a votare”.

Esattamente quello che è accaduto dal 24 giugno ad oggi al comune di Avellino. Non un solo tentativo di una qualche serietà, se non provocazioni e incompetenza sfusa e a pacchetti, è stato articolato e messo in campo per difendere il voto, pur ampiamente minoritario, che ha eletto Ciampi. Su questa conduzione dissennata c’è il timbro della politica più vecchia di questo mondo: predicare (agli altri) bene e razzolare (per sé) sempre peggio.