SI CHIUDE, MA NON DICONO CHI E QUANDO: SE IL GOVERNO RASENTA IL RIDICOLO (VIA FACEBOOK)

SI CHIUDE, MA NON DICONO CHI E QUANDO: SE IL GOVERNO RASENTA IL RIDICOLO (VIA FACEBOOK)

22 Marzo 2020 0 Di Sandro Feola

Domenica 22 marzo, ore 10.30. Secondo quanto annunciato ieri alle 23 dal Presidente del Consiglio, dovrebbe essere in vigore il decreto con il quale il Governo si è deciso finalmente a recepire le indicazioni provenienti dai governatori, in particolare da quello della Campania che da tempo va predicando la esigenza di militarizzare e chiudere tutto ciò che non è essenziale.

Alle 10.30 del giorno dopo, però, il testo del provvedimento non c’è. 

In tanti ieri sera, dopo l’annuncio a mezzo social del Premier, si sono chiesti se l’indomani sarebbero dovuti andare a lavoro o meno. Tanti gli esercenti e titolari di aziende che si sono chiesti se avrebbero dovuto alzare le serrande o tenerle abbassate. E nulla è stato detto sulle ordinanze regionali, molte delle quali contengono disposizioni in parte difformi da quelle annunciate a mezzo Facebook dal Presidente del Consiglio.

Siamo dinanzi alla sconcertante approssimazione di quello che dovrebbe essere il Governo di uno dei 7 paesi più industrializzati del mondo e che, invece, assomiglia tanto all’esecutivo di una repubblica delle banane. Nel bel mezzo di una emergenza epocale ci troviamo al timone signori che – chissà perché – annunciano l’entrata in vigore di un decreto a mezzo social, e non attraverso i canali ufficiali della Presidenza del Consiglio, senza far seguire immediatamente la diffusione del testo.

Decisioni epocali assunte da un governo altrettanto “epocale”, che sarà ricordato, infatti, per essere stato il primo della storia repubblicana a rasentare il ridicolo. E a farlo in un momento purtroppo così drammatico per la vita degli italiani.