SHOAH. IL RICORDO A GROTTOLELLA: OROLOGI E COSTITUZIONE PER NON DIMENTICARE MAI

SHOAH. IL RICORDO A GROTTOLELLA: OROLOGI E COSTITUZIONE PER NON DIMENTICARE MAI

27 Gennaio 2020 0 Di La redazione

“Ero in campo, ora sono nel vento – Shoah oltre la storia” questo il titolo dell’incontro a più voci, promosso dall’Amministrazione di Grottolella, con gli studenti dell’Istituto comprensivo “Caruso” nel giorno della memoria

Sono state le toccanti parole di Antonio Di Stasio, figlio di Luigi, deportato a Gleiwitz, a ripercorrere le memorie dei sopravvissuti allo sterminio e la vita dei giovani militari dell’esercito italiano internati nei lager tedeschi. La testimonianza ha arricchito di nuovi particolari la storia di uomini che, dietro ai funesti tentacoli del filo spinato, hanno trovato la morte, sfidato la fame, affrontato le malattie, superato il dolore e le privazioni di una condizione subumana.

Molto apprezzati anche gli interventi del parroco don Marcelo Tahuil, della dottoressa di ricerca in Filosofia Melissa Giannetta, dello storico Ermanno Battista, della consigliera comunale Adriana Guerriero e dell’avvocato, membro del Consiglio provinciale forense, Tommaso Fabiano. Il dialogo a più voci con circa 50 alunni si è svolto  presso la sala consiliare del Comune guidato dal Sindaco Antonio Spiniello, a moderare il dibattito il giornalista Pierpaolo Vaselli, a conferire emozioni e suggestioni le voci narranti del Teatro di Gluck e quelle degli studenti.

Dopo l’armistizio dell’ 8 settembre 1943, con l’esercito ormai allo sbando, i tedeschi catturarono e disarmarono oltre un milione di militari italiani. Alcuni si diedero alla fuga, altri persero la vita durante il trasporto nei campi di prigionia, altri ancora accettarono di collaborare con i tedeschi. Oltre settecentomila vennero deportati e rinchiusi nei campi di concentramento dove la maestà e la dignità della persona umana venne mortificata, avvilita e soppressa.

Ebbe inizio, cosi, una pagina triste e buia per tanti militari italiani accusati di aver rifiutato di aderire alla Repubblica sociale di Salò e, perciò, umiliati, traditi, disprezzati, dimenticati da tutti e ignorati dalla storia.

Al termine del dibattito la consegna di orologi di stoffa alle nuove generazioni: a simboleggiare la necessità di scandire, ogni giorno e in ogni tempo, il ricordo di ciò che è stato, per tramandarlo e tenerlo vivo. E su iniziativa dell’avvocato Fabiano il dono della Costituzione ai ragazzi: affinchè siano ispirati dai valori contenuti nella Carta, nati dopo l’orrore, più che mai attuali nella ricerca della pace e del rispetto della dignità dell’uomo.

Così la professoressa Marianna Morante, delegata comunale alla Cultura ed alla pubblica istruzione:

«Il 27 gennaio è diventato, dalla sua istituzione nel duemila, una delle date topiche del calendario scolastico. Scuole e docenti, sollecitati anche dalle molteplici amplificazioni che giungono dal dibattito politico, dai media, dalle istituzioni, con l’avvicinarsi della giornata, assumono come imprescindibile necessità le parole dell’art. 2 della L 211/2000. Perciò capita spesso che la frenesia del “dover fare” metta in ombra il “come fare”. Nasce da questa considerazione il fitto lavoro di collaborazione che l’amministrazione comunale di Grottolella che rappresento ha instaurato con l’I. C. Caruso, con la Dirigente Scolastica, Maria Pia Farese, e con tutti i docenti dei plessi di Grottolella affinché possiamo insieme renderci promotori di una nuova didattica della Shoah che non sia solo “celebrazione”, oltretutto limitata nel tempo, ma che diventi mediazione didattica, che ci aiuti cioè a superare l’estraneità dell’olocausto. Credo che l’incontro di oggi, con i suoi molteplici linguaggi, abbia dato interessanti spunti di riflessione».