SFIDA AL CUORE DEL SISTEMA

SFIDA AL CUORE DEL SISTEMA

20 Giugno 2019 0 Di Sandro Feola

Non ci saranno mediazioni. De Caro, Festa e Petitto lo hanno detto con chiarezza. Niente mezze misure. Non le auspicano, non le vogliono. Vogliono il Pd e lo vogliono a stretto giro di posta, libero da persone e cose. Senza ipoteche.

Ruvidezza condivisibile o meno, questa è la linea. Che si scontra, però, con la volontà degli attuali vertici del partito, D’Amelio, Di Guglielmo e Santaniello, di continuare a galleggiare fino a quando sarà possibile. Almeno fino al rinnovo del Consiglio regionale.

Ma stavolta il Re è nudo. E’ un dato oggettivo, non una opinione: il PD è nudo. E di persone disposte a reggere lo strascico immaginario di Giuseppe Di Guglielmo ce ne saranno sempre meno, così come dirigenti disposti a dire che sia sontuosamente vestito. Festa e Pettito questo lo sanno, lo vedono, tanto da sfidare apertamente Napoli e Roma: vogliono sapere da che parte stanno Vincenzo De Luca e Nicola Zingaretti. Con loro, cioè con 12 consiglieri comunali di maggioranza tesserati al Pd, o con il solo che è stato eletto in minoranza? Con il Pd che ha perso, pur avendo coinvolto larga parte dell’apparato di potere, o con quello che ha saputo rispondere alla esigenza di cambiamento dell’elettorato?

Chissà se arriverà una risposta, se De Luca e Zingaretti si pronunceranno. O com’è facilmente prevedibile, Roma e Napoli produrranno l’ennesimo dilatorio richiamo all’unità, che suonerà ai vincitori come una intollerabile presa per i fondelli.
Festa e Petitto non sono disponibili a pastrocchi che la gente non capirebbe. Dunque cosa accadrebbe se la risposta dei vertici napoletani e romani del Pd fosse di questo tenore? Il neo sindaco di Avellino e il leader di ‘Ora’ romperebbero definitivamente con il Partito Democratico? Chissà. Per certo sappiamo che quando dicono “Faremo noi il Centrosinistra largo e plurale” e aggiungono che cambieranno persino la sede del partito, Gianluca Festa e Livio Petitto, con Umberto del Basso de Caro e Angelo D’Agostino, lanciano insieme una sfida al cuore del sistema.

E’ evidente che la battaglia finale comincia adesso. E’ l’Armageddon della politica irpina. Ed è facile supporre che il Tridente non abbia intenzione di fare prigionieri.