SERVIZI SOCIALI. IL BRACCIO DI FERRO REGIONE-COMUNE RISCHIA DI FINIRE IN TRIBUNALE

SERVIZI SOCIALI. IL BRACCIO DI FERRO REGIONE-COMUNE RISCHIA DI FINIRE IN TRIBUNALE

23 Settembre 2021 0 Di La redazione

Non c’è pace per i servizi sociali di Avellino e dei 16 comuni rientranti nel piano di zona con capofila il capoluogo irpino. Dopo le richieste di chiarimenti arrivate in estate dalla Regione, pena il commissariamento a settembre, le spiegazioni fornite da Palazzo di Città sembrano non aver convinto l’assessore regionale Lucia Fortini, o meglio i suoi uffici. Al punto che, quando sembrava ormai scongiurato l’invio di un funzionario con pieni poteri (ma con gli stessi uomini e e mezzi attuali, ndr), da Palazzo Santa Lucia arriva la nuova richiesta di delucidazioni sul lavoro svolto. Entro cinque giorni il comune dovrà produrre risposta e porre rimedio a presunti errori e carenze. Non si è fatta attendere la replica del sindaco che, a sua volta, chiede l’accesso agli atti di tutti i piani di zona della Campania per verificare parallelamente il lavoro svolto dagli altri, minacciando azioni legali.

Nubi all’orizzonte, dunque, con il possibile effettivo commissariamento dell’organismo irpino e il contemporaneo ricorso al Tar contro l’eventuale provvedimento da parte del capoluogo. Le procedure della giustizia amministrativa potrebbero rallentare ulteriormente l’erogazione di servizi.

In estrema sintesi e senza addentrarci in tecnicismi o posizioni di parte che poco interessano ai destinatari, ovvero le fasce deboli, la Regione contesta al Comune di Avellino ed agli altri enti aderenti all’ambito A04 di avere organismi non costituiti e aver inviato solo a settembre il piano per la programmazione dei fondi 2019 e non aver ancora inviato il piano 2020 atteso per luglio. Festa replica, su quelle che ritiene manovre politiche, evidenziando che i servizi sono stati approvati ed erogati, con risparmio rispetto agli anni precedenti e sottolinea che altri ambiti della regione sono messi peggio. Su queste basi è pronto a ricorrere al Tar.  A breve attesi sviluppi e l’ “ardua” sentenza.