SERIE C, CAMPIONATO SPEZZATINO E RIFLETTORI SPENTI. MEGLIO UNA PAUSA E POI RIPRENDERE?

SERIE C, CAMPIONATO SPEZZATINO E RIFLETTORI SPENTI. MEGLIO UNA PAUSA E POI RIPRENDERE?

16 Novembre 2020 0 Di Michelangelo Freda

Continua il percorso a ostacoli del campionato di Lega Pro. Ieri si è giocata l’undicesimo turno di campionato, con quattro gare rinviate per l’epidemia di coronavirus e una gara assegnata a tavolino dato il mancato funzionamento dell’impianto di illuminazione.

Ogni giornata uno spettacolo diverso per un campionato che non si fa mancare nulla. Ma più passa il tempo, più iniziano a vedersi i limiti di un campionato che già in condizioni normali, aveva difficoltà nell’andare avanti. I club, a quanto apprendiamo, avrebbero quasi tutti pagato già gli stipendi arretrati con la scadenza fissata per oggi, 16 novembre, scongiurando il rischio di penalizzazioni a pioggia sulla classifica. Al tempo stesso spaventa la data del 1 dicembre, dove le società dovranno far fronte agli stipendi dell’attuale stagione.

Ed è questa commutazione di spese a spingere i club a richiedere un’interruzione dei campionati per un mese almeno. Le società vorrebbero questa possibilità per far si che si possano recuperare le gare di campionato rinviate finora, mettendo al pari la classifica, al tempo stesso i club vorrebbero poter limitare i danni di un epidemia inc crescendo nel campionato di Lega Pro, con tantissimi club fermati da mini cluster interni (vedi il Monopoli con 12 contagi e il Bisceglie con 18). Ovviamente, lo stop, consentirebbe ai club di far rifiatare un pò le casse dei club, già sotto stress per i costi dettati dai tamponi e dai continui controlli ai gruppi squadra.

“In questo momento non vedo rischi per lo stop per il calcio italiano”. Cosi il presidente della Figc, Gabriele Gravina, commenta i rischi di interruzione del calcio italiano. Ovviamente le parole del numero uno del calcio italiano arrivano dopo giorni di indiscrezioni che vedevano molti club italiani, dalla Serie A alla Serie C,  in forti difficoltà economiche. Del resto, il massimo campionato italiano, è a rischio default, con una perdita pari a 770milioni di euro, ma lo sono anche i campionati minori che non hanno modo di potersi assicurare delle entrate o delle garanzie di sussistenza. Ed è per questo che bisogna trovare una politica unica, di solidarietà tra le leghe per far si che il calcio non collassi dalla base, ricordando che la base stessa di questo progetto sia proprio la Lega Pro. Bisogna aiutare i piccoli club, privati di ogni singola entrata economica, per garantire il proseguo del progetto sportivo italiano. Bisogna fare come visto in altri parti d’Europa, dove la categoria maggiore è corsa ai ripari dei più piccoli, cercando di garantire un po di sostenibilità per il proseguo sportivo.

In Italia si sa, sotto elezioni, previste per il 22 febbraio 2021, tutto risulta di difficile applicazione.