“SENZA DESTINAZIONE”: L’ULTIMO SINGOLO DI ANDREA DI DONNA

“SENZA DESTINAZIONE”: L’ULTIMO SINGOLO DI ANDREA DI DONNA

16 Luglio 2021 0 Di Leonardo D'Avenia

Dopo il fortunato singolo intitolato Cadillac, il poliedrico cantautore Andrea Di Donna torna in scena con un nuovo brano intitolato Senza Destinazione, uscito il 25 giugno su tutte le piattaforme digitali, auto prodotto con la collaborazione in fase di mix e master di Fabio Rizzo (Indigo Palermo), distribuito da Artist First. Il brano nasce alla fine dell’estate 2020, sempre nel salotto incasinato di casa di Andrea, esattamente come il precedente singolo, scritto e inciso di getto.

L’artista, che in seguito ha ideato e prodotto il brano interamente home made, afferma: “All’inizio era soltanto un’impressione, una tra le tante cose che stavo abbozzando. Riascoltandola poi mi sono reso conto che dovevo approfondirla. Ci sono canzoni che hanno la barba e la pancia, lei invece è solo un colore.”

“Ti devi spostare tra il microfono e il reattore”: un eccellente riassunto teso ad esprimere la lotta contro la pigrizia per iniziare ed ultimare la canzone, il costante emigrare in un altro posto anche se sempre tra le mura della stessa stanza. Essere concisi è il mantra che spinge Andrea Di Donna a scrivere in tempi brevi e funzionali perché a volte “Se ci vuole tanto poi non funziona” ma lui non voleva questo. Voleva lei. Assolutamente lei.

“Senza Destinazione è nata nel corso di un gesto prolungato di forzata attività creativa. Dovevo scrivere qualcosa nella mia lingua. Ho iniziato ad ascoltare tutta la musica italiana, dalle canzoni più contemporanee a quelle più passate. È stato un lavoro più fisico che mentale. Mi sono dovuto spostare di continuo: poi eccola. Una drum semplice. Poi sono uscito per andare al bar a prendere un caffè. Sulla strada del ritorno le frasi melodiche sono uscite già con le parole: Sei bella come le onde, sei bella come il mare, sei bella come il posto dove voglio andare… Frase apparentemente banalissima ma con quella melodia aveva un perché. Non ho dovuto far altro che proseguirla.”