LO STIR PUZZA, I RISCONTRI DEL NOE SPIEGANO IL PERCHÈ

26 gennaio 2017 0 Di La redazione

Non solo rifiuti indifferenziati, irregolarità diffuse anche nel trattamento della frazione organica stoccata a Pianodardine in attesa di essere trasferita.

Il giorno dopo il blitz dei Carabinieri del nucleo operativo ecologico che ha portato al Sequestro dello Stir su input della Procura emergono nuovi ed importanti dettagli.

Nel sopralluogo di settembre i militari avrebbero riscontrato il deposito di cumuli di rifiuti umidi oltre i limiti previsti; l’impianto, a causa di ugelli guasti, non consentiva d’immettere ossigeno a sufficienza provocando il ristagno dell’aria; sui pavimenti erano presenti chiazze di percolato.

Inoltre, l’impianto di aspirazione delle emissioni prodotte dalla FUTS (frazione umida tritovagliata e stabilizzata), pur funzionante, non risultava efficace tanto che dinanzi agli occhi di carabinieri e consulente dei pm era visibile una coltre bianca prodotta dalla fermentazione della parte organica; una coltre che rende l’aria irrespirabile.

In buona sostanza, da lì sarebbe scaturita la produzione di maleodoranze , quelle che i cittadini residenti nella Valle del Sabato conoscono bene.  Insomma, pare proprio che la ‘puzza’ potesse provenire anche dallo Stir e non solo da attività produttive situate nei dintorni.

Anche per questo , ma forse per altri ulteriori dettagli ancora sconosciuti dell’inchiesta – su cui vige il massimo riserbo – sono stati notificati avvisi di garanzia per molestia olfattiva e gestione illecita di rifiuti.