SE IL CENTRODESTRA CONFONDE AVELLINO CON FORCELLA

SE IL CENTRODESTRA CONFONDE AVELLINO CON FORCELLA

25 maggio 2018 0 Di Sandro Feola

C’è qualcosa che oscilla tra il tragico e il comico in questa nostra Irpinia che, dopo aver dato alla città alcuni lustri fa una classe dirigente di riconosciuto spessore politico e culturale, oggi si barcamena tra chi produce la promessa più suggestiva e chi, scadendo nel provincialismo, tenta di cavalcare in àmbito locale temi che funzionano nel contesto nazionale.

Il populismo esprime ad Avellino il peggio di sé, tentando di far leva sulle paure (presunte) di chi ci vive. Stando infatti alle ultime esternazioni di alcuni dei candidati del centrodestra, gli avellinesi sarebbero succubi di una sorta di coprifuoco imposto dal dilagare della delinquenza che impedirebbe loro di passeggiare per Corso Vittorio Emanuele dalle 21 in poi.

Non vogliamo fare del facile sarcasmo, ma provate a immaginare cosa devono aver pensato gli avellinesi quando hanno sentito queste parole. Qualcuno ci avrà riso su; i più distratti avranno pensato che Morano e compagnia stessero descrivendo una strada di Forcella o raccontando le loro vicissitudini vacanziere in uno dei sobborghi di Caracas. D’altronde i dati ufficiali – non le opinioni – ci dicono di una Avellino che nell’ultimo anno ha registrato una riduzione della microcriminalità.

E allora ai candidati al Comune un consiglio, che è anche l’invito a loro rivolto oggi da Norberto Vitale: individuino cinque problemi della città e spieghino come, con quali tipi di interventi e con quali risorse intendono risolverli. Altrimenti nei prossimi 15 giorni (30 con eventuale ballottaggio) saremo costretti ad ascoltare i Cinque stelle che promettono una Avellino che assomiglia tanto a Dubai e il centrodestra che viene a raccontarci che tra Piazza Libertà e Viale Italia ogni giorno violentano le signore e rapinano i negozianti.