SE CINQUE STELLE E MAI PIÙ SE LE DANNO SUL NULLA

SE CINQUE STELLE E MAI PIÙ SE LE DANNO SUL NULLA

6 Giugno 2018 0 Di Sandro Feola

Non dovremo arrivare alla chiusura della campagna elettorale né all’apertura delle urne per evidenziare come il populismo, nella sua accezione peggiore, sia ormai, grazie a M5S e Mai Più, parte della vita politica e amministrativa della nostra città.

Il Movimento 5 Stelle, anche se molto depotenziato dalla natura locale della competizione, ha comunque potuto dare il meglio di sé: nonostante le risorse scarseggino, ha promesso il reddito di cittadinanza in versione irpina, la contestuale assunzione di vigili urbani, cantonieri, giardinieri, operatori ecologici, l’abbattimento e la ricostruzione del Mercatone, piste ciclabili, la chiusura miracolista dei cantieri e la resurrezione di Santa Rita, che scenderà per il corso e dispenserà grazie a destra e a manca.

Mai Più, invece, il populismo lo ha reinterpretato alla luce delle capacità comunicative del suo candidato a sindaco, che di comunicazione, appunto, ne sa molto. Un populismo meno sguaiato, rivolto più alla borghesia che ai quartieri periferici di Contrada Quattrograne. Più raffinato, per intenderci; a sei stelle, come ha dichiarato l’aspirante sindaco. Ma trattandosi pur sempre di populismo, nonostante la raffinatezza, ne è venuto fuori il racconto di una città che assomiglia molto alla Medellin dei tempi di Pablo Escobar o alla Caracas di oggi, dove mancano i generi alimentari e si spara liberamente in piazza.

Ovviamente pentastellati e maipiuisti se le sono date e se le danno di santa ragione. Una gara a chi produce l’insulto più offensivo, anche reciproco, e a chi elabora l’idea più roboante e la promessa più accattivante per gli elettori. Una competizione che, probabilmente, dati i tempi che corrono, potrà forse anche servire a raccattare qualche voto in più, ma che, in definitiva, ha già impoverito e mortificato la vita politica del Capoluogo.