SE CIAMPI CADESSE E SI TORNASSE AL VOTO…

SE CIAMPI CADESSE E SI TORNASSE AL VOTO…

11 Settembre 2018 0 Di Sandro Feola

Nessuno si faccia illusioni, se Ciampi cadesse e si tornasse al voto il centrosinistra avrebbe poche possibilità di spuntarla. Checché ne pensino i fautori del ritorno alle urne, se Cipriano, Preziosi e Morano avessero scelto di appoggiare Pizza, il risultato dello scorso 25 giugno sarebbe cambiato di poco: qualche voto in più per il noto penalista, ma Ciampi avrebbe vinto lo stesso. E tanto accadrebbe anche se si rivotasse tra 4 mesi.

Il Sindaco di Avellino, Vincenzo Ciampi

Non abbiamo sondaggi a sostegno di questa previsione, ma chiunque abbia un qualche rudimento di comunicazione sa bene che siamo nella fase in cui gli elettori sono ancora in larga parte convinti di aver fatto la scelta giusta, e confidano ancora nel fatto che il “cambiamento”, da essi stessi determinato con l’elezione di un esponente del M5S, possa produrre gli effetti desiderati. E chi immagina che i primi errori di Ciampi abbiano fatto cambiare idea agli elettori, tanto da fare la differenza in un eventuale ritorno al voto, fa un errore grossolano. Forse che le scivolate grammaticali di Di Maio o le enormi contraddizioni del M5S, che stanno emergendo in queste settimane, ne hanno intaccato il consenso? Un punto o mezzo punto giù, e poi un mezzo punto su, ma poca roba: gli elettori italiani non hanno cambiato idea. Almeno per ora, no. Attendono, invece, che i nuovi governanti mantengano le promesse, sostanzialmente incuranti delle accuse delle opposizioni.

Nello Pizza

Conviene, dunque, al centrosinistra e al centrodestra disarcionare Ciampi? Mandarlo a casa facendone una vittima, impedirgli di assolvere al mandato voluto dal 60% degli avellinesi? No. Non conviene. La reazione degli elettori sarebbe durissima. E poi, in ogni caso, il Centrodestra dovrebbe pensare a organizzarsi per tornare ad esistere, magari mandando finalmente a casa chi ne ha determinato la scomparsa. Il Centrosinistra dovrebbe, invece, rinnovarsi profondamente, dando un senso, ad esempio, alla segreteria del Pd Di Guglielmo e ai suoi innumerevoli dipartimenti, che per ora esistono solo sulla carta.

In definitiva tutta la coalizione dovrebbe dare una parvenza di organicità all’opposizione in Consiglio comunale. Anche perché al momento lo spettacolo è quello di tanti galli ben adagiati sul cumulo di immondizia per il quale gli elettori li hanno mandati a casa. La stessa immondizia per la quale, anche tra 6 mesi, voterebbero ancora un candidato a cinque stelle. Ciampi compreso.