SE BIANCARDI DIVENTA L’ALTERNATIVA AL CAOS PD

SE BIANCARDI DIVENTA L’ALTERNATIVA AL CAOS PD

8 Ottobre 2018 0 Di Sandro Feola

Sembrava impossibile che il Pd potesse tornare a dividersi così clamorosamente. Dopo le recenti batoste elettorali e i sondaggi che danno il partito in picchiata libera, c’era da aspettarsi, infatti, che per le provinciali i democrat di ogni ordine e grado maturassero la consapevolezza che i numeri sulla carta non bastano più a giustificare la presunzione di essere i più furbi, i più forti. Di poter prevalere su questa o quella corrente e di dettare la linea.

Il Pd, insomma, non riesce più a unire se stesso. E non perché ci siano questioni di principio insormontabili che rendono ormai impossibile la ricomposizione, ma semplicemente perché non esiste più un filo che accomuni le correnti e i suoi esponenti. L’idem sentire, che dovrebbe essere la base sul quale si edifica un partito che si dice democratico, non esiste più, e ha lasciato spazio all’individualismo di vari galli che ogni santo giorno annunciano quanto siano valide le loro ragioni, cospicui i loro numeri, senza accorgersi, però, che l’oggetto del contendere è diventato, nel frattempo, un maleodorante cumulo di immondizia dal quale gli elettori si allontanano sempre di più. E a prendere le distanze non solo sono gli elettori, che già hanno avuto modo il 4 marzo scorso di esternare tutto il loro malcontento, ma anche gli amministratori, stanchi di assistere a una guerra interna che suona sempre più irragionevole a chi il territorio lo vive quotidianamente e ha contezza degli umori della gente comune.

Domenico Biancardi

E’ evidente che in vista delle provinciali la figura di Domenico Biancardi assuma sempre più i connotati di una alternativa autorevole a un Pd frantumato e a un centrodestra inconsistente. E non è facile supporre, a questo punto, che il sindaco di Avella, che ha detto con chiarezza di non essere espressione di Forza Italia, possa ottenere i numeri per occupare la poltrona più importante di Palazzo Caracciolo.