SCUOLE SICURE E AVVISI DI GARANZIA, MA IL PROBLEMA RESTA…LA CARTOLINA DI VITALE

SCUOLE SICURE E AVVISI DI GARANZIA, MA IL PROBLEMA RESTA…LA CARTOLINA DI VITALE

8 Ottobre 2016 0 Di La redazione

CARTOLINAIl sequestro del terzo piano della “Enrico Cocchia” dove sono state riscontrate carenze alla sicurezza dell’impianto elettrico sta dentro l’indagine più ampia avviata dalla Procura di Avellino sulle più generali condizioni di sicurezza, a cominciare dalla tenuta antisismica, di un plesso scolastico che ospita quasi 900 studenti. Le informazioni di garanzia, che ipotizzano l’omissione in atti di ufficio, per il sindaco Foti e l’assessore Preziosi sono, come si dice, un atto dovuto che va presumibilmente se non prevedibilmente collocato con la necessità degli inquirenti di cominciare ad aprire il solco all’indagine principale. Gli ultimi interventi tecnici per mettere in sicurezza la scuola oggi parzialmente sequestrata, per un filo scoperto o per imminenti pericoli di corto circuito e incendi non si sa, risalgono a 10 anni fa. Quegli interventi non sarebbero stati completati e la scarsa o assente manutenzione avrebbe fatto il resto. La preoccupazione di genitori, insegnanti e dirigenti scolastici è fondata, e riguarda anche chi alla “Cocchia” non mette piede; come fondata e la domanda che pongono: chi entra in quella scuola, può sufficientemente ritenere di stare in un luogo sicuro, dagli incendi come dai terremoti, dagli intonaci come dai solai? Bella domanda, in un paese in cui la metà delle scuole è a rischio crollo, perché costruite in zone sismiche e su terreni friabili, dove i fondi spesi per la manutenzione sono meno della metà di quelli che servono. In Campania va ancora peggio: 9 scuole su dieci poggiano le fondamenta su aree a rischio sismico e quasi 6 su 10 necessitano di interventi di manutenzione straordinaria. I geologi hanno calcolato che occorrono 110 anni per mettere in sicurezza tutti gli edifici scolastici italiani con investimenti, secondo la Protezione Civile, pari a 13 miliardi di euro, in pratica un punto di pil. Le scuole, anche la “Cocchia” e molte decine di altre in provincia di Avellino, restano però aperte grazie a proroghe e lavori che cominciano e, per i fondi a singhiozzo, molto spesso non vengono portati a termine. Sono totalmente sicure quelle costruite tra il 1991 e il 2014, ma sono soltanto poco più del 9%. Se questa è la situazione certificata c’è poco da stare sereni e le stesse azioni di prevenzione e repressione che giustamente vengono avviate dalla magistratura, ad Avellino come altrove, rischiano concretamente di fare buchi nell’acqua e utilizzate banalmente, rispetto alla gravità del problema, sul ring della politica. Fin tanto che non si troveranno più risorse, che le competenze sugli interventi resteranno in capo a soggetti i più diversi, che alla selezione si preferiranno gli interventi a pioggia e fino a che le norme, a cominciare da quelle antisismiche, non diventeranno leggibili e stringenti per davvero, l’Italia, soprattutto quella meridionale, affogherà negli avvisi di garanzia. Senza rispondere però alla domanda: chi entra oggi in una scuola, è al sicuro?