SCUOLA, OGGI SI RIPARTE IN 13 REGIONI, TRA VOGLIA DI NORMALITA’ ED INCERTEZZA

SCUOLA, OGGI SI RIPARTE IN 13 REGIONI, TRA VOGLIA DI NORMALITA’ ED INCERTEZZA

14 Settembre 2020 0 Di Delfino Sgrosso

Il 14 settembre 2020 è diventata una data da ricordare per l’intero paese. La maggior parte delle regioni italiane riaprono infatti le scuole, un simbolo, anzi, osiamo dire, il simbolo di una normalità se non raggiunta almeno fortemente anelata. Altre sette regioni, tra cui la Campania, hanno deciso di posticipare l’apertura delle scuole al 24 Settembre, vale a dire dopo la tornata elettorale ed il referendum.

Volti emozionati e nello stesso tempo tesi quelli degli studenti e delle famiglie davanti ai plessi scolastici. Soprattutto per i bambini più piccoli, infatti, c’è e resta la preoccupazione della loro reazione ad un sistema di regole non solo diverse e più stringenti, ma anche che limita giocoforza l’interazione sia con i docenti che tra i bambini stessi.

Per non parlare di termoscanner e sistemazioni se non altro singolari in classe, come quella relativa al “Metodo Cuba”, che prevede che gli alunni si siedano alternativamente sul lato lungo e sul lato corto di banchi adiacenti. In alcune parti d’Italia, come nella martoriata Codogno, simbolo della prima fase della pandemia, si fa lezione anche all’aperto sfruttando l’estate settembrina che il clima ci sta regalando, a Firenze si impiegano anche alcune sale di teatri e per alcuni, come gli studenti di Norcia, l’anno scolastico nuovo si apre in una vera scuola, e non più in quelle tende o nei container cui erano stati abituati nel pre-Covid.

Il tutto, un po’ dovunque, con un entusiasmo misto alla diffidenza ed all’incertezza. Incertezza che arriva anche dalla oramai cronica carenza di risposte fattive, da parte del Ministero ad alcuni nodi essenziali per la ripresa delle attività, tra cui il reclutamento dei supplenti, l’assunzione dei DSGA, il reperimento dei locali, la consegna di banchi monoposto e di mascherine chirurgiche.

E così, tra i sorrisi e la voglia di ricominciare di chi ritrova compagni che ha abbandonato l’anno scorso ed il cui volto ormai ricorda solo grazie alle piattaforme di e-learning, arrivano le prime segnalazioni preoccupanti. Dal bambino di 6 anni con la sindrome di Down rispedito a casa a Pisa perché non è stata nominata la maestra di sostegno al bimbo positivo a Palombara Sabina, in provincia di Roma, che ha costretto il sindaco a chiudere di nuovo tutte le scuole di competenza comunale.

Insomma si è aperto un anno molto particolare che tra voglia di normalità e necessità di rigore sanitario si preannuncia tutt’altro che facile per famiglie e studenti.