SCUOLA, IL PERSONALE SCOLASTICO POTREBBE CHIEDERE DI RIMANERE A CASA, AL VIA CON 250MILA SUPPLENTI?

SCUOLA, IL PERSONALE SCOLASTICO POTREBBE CHIEDERE DI RIMANERE A CASA, AL VIA CON 250MILA SUPPLENTI?

28 Agosto 2020 0 Di Delfino Sgrosso

Disinfettanti, mascherine, comportamenti, trasporti, gestione dell’emergenza, eventuale didattica a distanza. Sono tanti, tantissimi i tempi spinosi che in questi giorni stanno minando il sonno delle famiglie italiane alla vigilia, si può dire, della riapertura delle scuole.

C’è tuttavia un ulteriore aspetto, poco pubblicizzato ma che potrebbe risultare fatale per la macchina scolastica che prova, tra mille difficoltà, a ripartire. I dirigenti scolastici potrebbero infatti trovarsi senza collaboratori e gli alunni senza professori. Non solo perché degli 85mila posti a disposizione ne sono stati assegnati solo alcuni ed i concorsi latitano. Ma anche perché, nel personale docente e non docente, si affaccia prepotentemente la questione dei “lavoratori fragili”.

Nella definizione di legge rientra chi è afflitto da due patologie contemporaneamente, gli immunodepressi, i pazienti oncologici, ma anche chi ha più di 55 anni. Si pensi, solo per guardare a quest’ultimo dato, che nel 2019 su 730mila insegnanti di ruolo, quelli con più di 54 anni erano 300mila. Quelli per cui il medico Inail deciderà la sorveglianza sanitaria eccezionale rientreranno tra i lavoratori fragili, ossia quelli per i quali il contagio da Covid potrebbe avere esiti gravi se non fatali.

Sta di fatto che gli Uffici Scolastici del nord stanno ricevendo centinaia di lettere di richiesta di esonero ed a Salerno, per rimanere in Campania, sono già oltre 30. I dirigenti scolastici non sanno come comportarsi perchè, anche qui, mancano le linee guida per stabilire cosa fare dei lavoratori certificati come fragili: vanno lasciati a casa, spostati ad altro servizio, dotati di maggiori precauzioni come, ad esempio, l’impiego di visiere e mascherine FFP2 o 3. Lo smart working con i ragazzi in classe ed il docente a casa è ovviamente mera follia.

A questa, ed a tutta una serie di altre domande, è chiamato a rispondere il Miur che per ora si è trincerato dietro un invito ad evitare allarmismi ed una promessa di successivi approfondimenti. Ma il tempo sta per scadere ed il rischio concreto è di trovarsi con ben 250mila supplenti in aula, chiamati a svolgere una didattica di trincea in un momento difficilissimo per tutta l’istituzione scolastica.