SCUOLA E COVID, TANTE INCOGNITE SUL RITORNO IN CLASSE, LE RISPOSTE NELL’ULTIMO DOCUMENTO MINISTERIALE?

SCUOLA E COVID, TANTE INCOGNITE SUL RITORNO IN CLASSE, LE RISPOSTE NELL’ULTIMO DOCUMENTO MINISTERIALE?

25 Agosto 2020 0 Di Delfino Sgrosso

La riapertura delle scuole è sicuramente uno degli argomenti più dibattuti del momento, non solo nel governo. Sono milioni gli studenti italiani, di ogni ordine e grado, in attesa di sapere quale sarà il loro destino nel prossimo settembre che si preannuncia di fuoco. Con loro a trepidare ci sono le famiglie, per le quali la scuola è ovviamente un punto fermo importante ed insostituibile.

Le necessarie norme di distanziamento sociale stanno mettendo in difficoltà tutto il sistema per cui disorientamento e paura regnano sovrane, soprattutto per quanto riguarda la gestione di eventuali positività in una classe.

Con l’aiuto delle indicazioni operative emanate da Ministero della Salute, Ministero dell’Istruzione, Inail, ISS ed altre istituzioni proviamo a mettere un po’ di ordine e a rispondere magari a qualche domanda che angoscia studenti e famiglie:

 

  • Cosa succede se c’è un positivo a scuola?

Chi manifesta i sintomi viene dotato di mascherina chirurgica e accompagnato in un locale dedicato alla gestione dei casi, identificato dalle scuole prima dell’inizio delle lezioni.

La persona viene assistita dal «referente Covid» della scuola. Se è uno studente vengono chiamati i genitori che dovranno avvertire il pediatra o il medico di base che procederà al triage telefonico ed eventualmente indurrà alunno e genitori a fare il tampone.

Nel caso il tampone sia positivo comincia l’indagine epidemiologica a cura della Asl di riferimento per stabilire i contatti avuti dallo studente nella scuola. Se il positivo è un insegnante, la procedura è del tutto simile, con l’isolamento nel locale dedicato e l’attivazione dei protocolli sanitari.

 

  • Se è positivo un genitore, un fratello o una sorella di un alunno?

L’alunno deve restare a casa ed è posto in isolamento ma i suoi compagni e i suoi professori non sono sottoposti a quarantena. I genitori devono comunicare alla scuola il motivo dell’assenza al referente scolastico.

 

  • Chi va in quarantena?

Se il tampone è positivo, l’Asl traccia i contatti con l’aiuto del referente Covid, che fornisce l’elenco dei “contatti stretti”, ossia di coloro che sono stati a contatto della persona contagiata nelle ultime 48 ore.

L’Asl valuterà la possibilità di mettere in quarantena gli studenti della stessa classe ed eventualmente gli operatori scolastici. Se il contagiato è un docente, andranno in quarantena tutte le classi in cui ha insegnato negli ultimi due giorni.

 

  • Chi è il referente anti-Covid?

E’ un referente scolastico identificato dal dirigente, è può essere lo stesso dirigente, adeguatamente formato sulle procedure da seguire.

Deve essere coinvolto ogni volta che ci sia un sospetto caso e dovrà tenere i rapporti con Asl e genitori.

Deve anche assicurare la cosiddetta “sorveglianza speciale” per bambini e studenti con fragilità. Dovrà infine comunicare all’Asl competente l’eventuale numero elevato di assenze in una classe, segno di un probabile focolaio.

 

  • Quando si può tornare a scuola?

Dopo un caso di positività la scuola viene sanificata se il soggetto positivo è stato nell’istituto nei sette giorni precedenti la scoperta.

Il ritorno in classe di un positivo è possibile dopo due tamponi negativi effettuati a distanza di 24 ore.

Se invece il tampone effettuato ad un sospetto risulta negativo è necessario ripetere il tampone dopo 2-3 giorni prima di tornare a scuola. Nel frattempo il soggetto deve rimanere a casa.

 

  • Cosa si prevede per i bambini fino a sei anni?

Il documento ammette l’impossibilità di mantenere alcune norme, come la distanza di un metro o la mascherina, raccomanda la didattica in piccoli numeri stabiliti e rimanda ad un successivo documento delle indicazioni più precise.