SCUOLA. IL RIENTRO IN CLASSE DELLE SUPERIORI, NON AD AVELLINO. ANCORA TANTE INCOGNITE

SCUOLA. IL RIENTRO IN CLASSE DELLE SUPERIORI, NON AD AVELLINO. ANCORA TANTE INCOGNITE

31 Gennaio 2021 0 Di La redazione

Domani, lunedì 1° febbraio, nella stragrande maggioranza dei comuni italiani, alunni ed insegnanti delle scuole superiori torneranno tra i banchi. In Campania lo stop alle lezioni in presenza riguarderà Torre Annunziata, per l’elevato numero di contagi, ed Avellino, dove un’ordinanza (scaricabile qui) del sindaco Gianluca Festa rinvia il rientro all’8 febbraio; oltre il 70% della popolazione scolastica del capoluogo irpino è formata da giovani residenti in altri comuni della provincia, circa 2 mila: poiché si registrano casi in aumento e non vi sono state iniziative di screening sanitario, il primo cittadino ha adottato la decisione del rinvio a scopo cautelativo. In tutti gli altri comuni che ospitano istituti superiori, salvo ordinanze dei sindaci, si torna tra i banchi, scatta da domani anche il piano operativo per il potenziamento dei trasporti disposto dalla Prefettura.

Per le medie e le elementari la situazione è a macchia di leopardo. Non mancano i casi di positività, seppure limitati, nel capoluogo irpino, con isolamento fiduciario di classi e sanificazioni. L’ultima comunicazione in tal senso ha riguardato alunni e docenti della sezione E della Scuola dell’Infanzia Regina Margherita per una positività accertata.

A San Martino Valle Caudina restano invece chiuse infanzia, primaria e secondaria di primo grado per un’altra settimana dopo il focolaio di metà gennaio.

A Mercogliano domani entra in vigore l’ordinanza del sindaco D’Alessio che dispone libertà di scelta, per i genitori dell’istituto comprensivo, tra didattica in presenza e a distanza: la scuola ha comunicato però che non potrà fornire il servizio did per l’insufficienza di computer a disposizione.

In Irpinia ancora non decolla il piano regionale di screening sanitario sul personale delle scuole e dei trasporti. Mentre i Presidi raccolgono le adesioni e caricano i dati, ancora non è chiaro quando e dove i medici di base effettuaranno i test antigenici che dovrebbero poi essere ripetuti nel tempo. Martedì a Napoli è previsto in regione un vertice tra sindacati e unità di crisi per sciogliere i nodi che, a quanto pare, sono di ordine organizzativo ma anche economico.

 

 

IL COMUNICATO DELL’UNIONE DEGLI STUDENTI – 30 GENNAIO:  “LA SCUOLA (SI)CURA NON SI CHIUDE! “

Gli studenti si attivano per una riapertura delle scuole in sicurezza

Da sabato 30 gennaio gli studenti hanno manifestato affiggendo dei volantini e degli striscioni in favore di una riapertura delle scuole sicura e a lungo termine.

È stata l’Unione degli Studenti, in qualità di sindacato studentesco, ad attivarsi per dare voce al malcontento della popolazione giovanile. Le manifestazioni continueranno fin quando gli studenti non avranno le certezze che meritano.

“La DAD ha fatto emergere le grandi problematiche che affliggono la scuola da anni” -Dichiara Chiara Mariconda, coordinatrice di Uds Avellino- “decenni di disinvestimenti sulla scuola hanno portato ad una situazione come quella che stiamo vivendo, le scuole infatti non erano pronte a reggere il colpo della pandemia così come non sono pronte a riaprire oggi.

È da settembre che richiediamo un potenziamento dei mezzi di trasporto insieme ad altri provvedimenti come l’adozione di scanner elettronici per la temperatura corporea.  Il Ministero dell’Istruzione ha inoltre dimostrato noncuranza e impreparazione per affrontare l’emergenza: i banchi con le rotelle non erano una soluzione valida se non per le tasche di chi li produceva, allo stesso modo la didattica al 50% creerà grandi problemi in quanto nessuna scuola ha una rete wifi in grado di sostenere il carico di questo tipo di didattica. Un altro aspetto negativo della didattica a distanza è stato quello psicologico: i bambini delle elementari quanto gli adolescenti delle superiori e delle medie hanno bisogno di socializzare, la scuola infatti non ha solo la funzione di dare competenze e conoscenze ma anche di formare i giovani per vita nel sociale, per la costruzione dei legami e perché no anche per i ricordi che ogni studente accumula, queste esperienze avvengono nei corridoi di scuola, tra i banchi, negli intervalli e nelle assemblee, la scuola non è solo burocrazia e programmi da ultimare, è una casa per ogni futuro cittadino”

“Chiudere la scuola e lasciare gli studenti in DAD non è una soluzione per l’emergenza che stiamo vivendo” -dichiara Anita Maglio, responsabile comunicazione di UDS Avellino-

“Noi studenti siamo passati dall’essere soggetti del futuro ad oggetti di giochi politici, la DAD è stata adottata a Marzo in un momento di crisi e poi prolungata come fosse uno strumento valido per la nostra formazione, ma non lo è. Le istituzioni sembrano dimenticare la grande problematica della dispersione scolastica, ci sono infatti ambienti precari in cui molti studenti, soprattutto in Campania, non frequentano la scuola, questa situazione è stata amplificata dalla DAD che non garantisce il diritto allo studio universale se non ad una ristretta fascia di giovani che hanno i mezzi adatti, secondo l’indagine di Save the Children il 20% degli alunni del Mezzogiorno non dispone di un PC o un tablet per la didattica, e il 24% degli alunni italiani sembra aver abbandonato le lezioni. Sono dati preoccupanti considerando che la nostra generazione, quella che state abbandonando, costituirà il futuro della nostra nazione.

Noi chiediamo sicurezza e garanzie per il futuro, vogliamo una riapertura delle scuole che sia duratura e stabile, investimenti sull’edilizia per le nostre classi troppo piccole per ospitarci, investimenti sulla tecnologia nelle aule e sulle predisposizioni anti-covid. La scuola va curata, non chiusa.”