LA SCANDONE RETROCEDE IN SERIE C DOPO 25 ANNI. I TIFOSI PRIGIONIERI DI UNA FEDE

LA SCANDONE RETROCEDE IN SERIE C DOPO 25 ANNI. I TIFOSI PRIGIONIERI DI UNA FEDE

5 Giugno 2021 0 Di Michelangelo Freda

La Scandone torna in C Gold dopo oltre 25 anni. Un risultato negativo, condizionato dalla sconfitta di ieri contro Pozzuoli, dove la formazione biancoverde crolla miserabilmente perdendo il match più importante 65 a 72. Una retrocessione dovuta alla mal gestione di questi ultimi due anni con la società impegnata a salvare il salvabile e con la situazione economica appesa ad un filo.

Senza dilungarci in processi sportivi, le conseguenze di queste due pessime stagioni sono evidenti e sotto gli occhi di tutti. La vita della Scandone è dipesa dalla mal gestione del gruppo Sidigas che ha portato nell’oblio delle categorie minori, e del dilettantismo, la storica società di basket cittadina. In questi anni, per far si che il basket potesse tornare in vita in una delle città più sportive del sud Italia, sono stati tracciati diversi percorsi, tra cui il fallimento e la costituzione da zero di una nuova società sulla falsa riga di quanto avvenuto a Bologna sponda Fortitudo. In tanti hanno storto il naso pensando alla matricola, numero di serie che ha un’importanza storica non indifferente, ma purtroppo, lo sport, è fatto di fallimenti e vittorie e bisogna arrendersi al dato di fatto. I tifosi della Scandone sono vittime di una passione che non ha categorie, ma al tempo stesso, sono vittime di promesse non mantenute da parte dei vari protagonisti che si sono alternati in questi due anni alla guida dello storico club cittadino.

Adesso, oltre alla retrocessione in Serie C, si aspetta con ansia quanto disporrà il tribunale sulla presentazione del concordato preventivo per evitare il fallimento che potrebbe arrecare ulteriori problematiche alla Scandone. Nelle scorse settimane, abbiamo assistito al sequestro della cooperativa “Guarrcini” riconducibile alla moglie e allo zio di Gianandrea De Cesare, ex patron della Sidigas, per un totale di 3,5 milioni di euro. L’operazione è avvenuta in base alla domanda di concordato presentata dai legali della Sidigas dove il rientro del debito sarebbe avvenuto con finanza terza. Dagli accertamenti della Procura è emerso che, i beni immobili, intestati alla cooperativa, era riconducibili a Giannandrea De Cesare, di cui, di fatto, detiene la proprietà. Al tempo stesso, gli accertamenti, hanno rilevato lo stato di nullatenenza da parte dei parenti dell’ex patron della Sidigas. Insomma, strado complicata e tortuosa per salvare la Scandone ma i legali dello studio legale Benigni solo al lavoro per presentare in estate un concordato che possa salvare la vita del club.

Adesso, però, i tanti protagonisti dovranno rispondere di un fallimento sportivo e il declino di un club che ha fatto divertire i tanti appassionati di sport sparsi in tutta Italia.