SCANDONE- PRESENTATO IL CONCORDATO, I LEGALI: NON È ACCANIMENTO TERAPEUTICO

SCANDONE- PRESENTATO IL CONCORDATO, I LEGALI: NON È ACCANIMENTO TERAPEUTICO

22 Aprile 2021 0 Di Michelangelo Freda

È terminata alle 11.20 l’udienza sull’istanza di fallimento presenta dalla Procura di Avellino ai danni della Scandone, storico club di basket cittadino. Come sottolineato dall’avvocato Benigni, all’uscita dal tribunale, è attesa la decisione entro 5 anni sulla proposta di concordato in bianco, con apporto di finanza da parte di terzi, presenta dalla difesa. Un “extratime” ulteriore per la Scandone per evitare la strada del fallimento. Un percorso quest’ultimo, evitabile, a detta della difesa, che impedirebbe sia allo Stato, sia ai creditori, di veder soddisfatte le proprie richieste economiche, oltre che sarebbe danno non indifferente alla città di Avellino il fallimento della Scandone.

Un udienza combattuta questa mattina, con la Procura che insisteva sulle proprie richieste, chiedendo il respingimento del concordato richiesto dalla difesa. Lo stesso avvocato, al termine dell’udienza, ha sottolineato il clima poco favorevole nei confronti della Scandone, rimarcando il clima di ostilità avvenuto durante il dibattito.

La difesa è stata chiara, non si tratta di un accanimento terapeutico ai danni della Scandone, ma si cerca di dimostrare che il club ha la possibilità di ristrutturare il proprio debito.

Il 22 marzo, la Procura di Avellino, aveva presentato l’istanza di fallimento pari a 8 milioni e 700 mila euro i debiti, tutti ascrivibili al mancato versamento dell’IVA. Una situazione abbastanza complicata da risolvere, con la società madre, la Sidigas, ancora sotto la lente del tribunale di Napoli e una mole debitoria non indifferente da smaltire.