SANITÀ: PARTE IN CAMPANIA LA RETE TERRITORIALE DEI MEDICI DI BASE

SANITÀ: PARTE IN CAMPANIA LA RETE TERRITORIALE DEI MEDICI DI BASE

30 Gennaio 2020 0 Di La redazione

“L’alba di una nuova era in cui il medico di base sarà in rete con i colleghi per avere il quadro clinico di ogni paziente dell’area territoriale e potrà dedicare più tempo ai pazienti grazie alla struttura con un dipendente amministrativo e un’infermiera”. Così Vincenzo Schiavo, consigliere dell’ordine dei Medici di Napoli, tratteggia l’applicazione della riforma regionale in Campania dell’assistenza medica di base, illustrata oggi dalla FIMMG a Napoli, che prevede la nuova organizzazione in Aft (Aggregazioni Funzionali Territoriali) degli studi dei medici di famiglia, l’implementazione del personale negli studi, e l’introduzione della diagnostica di primo livello.

La prima novità, l’avvio delle Aft, consiste nel fatto che i medici di famiglia della Campania faranno parte di vere e proprie reti (una rete ogni 20 medici) che permetteranno la condivisione delle cartelle cliniche dei pazienti. Questo si tradurrà nella possibilità di garantire un servizio h12 (dalle 8 alle 20) alla cittadinanza. Un paziente iscritto con un determinato medico, infatti, nel momento in cui questi abbia terminato l’orario di lavoro, potrà rivolgersi ad un medico di famiglia facente parte della stessa aggregazione, il quale conoscerà già la sua situazione clinica grazie alla messa in rete della sua cartella.

“Questa novità si inserisce nell’ottica di un progressivo abbandono di una visione ospedalocentrica della sanità – afferma Pina Tommasielli, referente Assistenza Sanitaria Territoriale della struttura commissariale Regione Campania – e in favore di una maggiore attenzione alla territorialità, per far fronte a una nuova esigenza di salute che riguarda sempre più la terza età e le cronicità. Anche per questo motivo, abbiamo chiesto di essere collegati anche con i medici di guardia medica, per coprire un range orario di assistenza più elevato possibile”. La seconda novità riguarda l’implementazione del personale negli studi medici. Ogni medico di famiglia, infatti, si avvarrà di un collaboratore amministrativo di studio, mentre tre-quattro infermieri saranno in servizio a rotazione per ogni aggregazione.

Oggi, su 4mila medici di famiglia presenti in Campania, circa la metà ha già un collaboratore di studio. Si tratterà quindi di arruolarne altri duemila entro i prossimi tre anni – spiega Tommasielli -. Per farlo la Regione Campania ha investito 3 milioni di euro che vanno ad aggiungersi ai 7 milioni normalmente destinati al fondo per la medicina generale”. Tra gli obiettivi di risultato si inseriscono come centrali le vaccinazioni e l’attività di prevenzione e screening.