SAN MODESTINO.AVELLINO E MERCOGLIANO FESTEGGIANO IL SANTO PATRONO

SAN MODESTINO.AVELLINO E MERCOGLIANO FESTEGGIANO IL SANTO PATRONO

14 Febbraio 2020 0 Di Anna Guerriero

Modestino, Fiorentino e Flaviano sono stati dei cristiani che hanno subito insieme il martirio e pertanto sono venerati come santi dalla chiesa cattolica: sono patroni della città e della Diocesi di Avellino e della città di Mercogliano. San Modestino nacque ad Antiochia nel 245 da una nobile famiglia. Nel 302 fu consacrato vescovo della città e patriarca della regione di Antiochia. Con la persecuzione di Diocleziano (anno 303), si ritirò in un eremo sul monte Silpio, nel 310 ritornò alla sua sede patriarcale. Predicò il Vangelo di Cristo e compì numerosi miracoli e guarigioni. Arrestato e torturato, fu liberato dalla prigione dai fedeli della sua diocesi.
Modestino con i collaboratori Fiorentino sacerdote e Flaviano diacono partirono per giungere in Italia. Arrivarono via mare a Locri (in Calabria) ove predicarono il Vangelo, furono arrestati e portati in carcere a Sibari, secondo la tradizione furono liberati dall’Arcangelo Michele.
Per via mare raggiunsero Pozzuoli o Cuma e da qui l’Irpinia, nei pressi di “Abellinum” ove predicarono gli insegnamenti di Cristo. Modestino compì miracoli e guarigioni.
Qui furono arrestati, imprigionati e processati da un inviato dell’imperatore Massenzio, e portati nel luogo detto “Pretorio” ove subirono il martirio con vesti arroventate, morirono nella notte fra il 14 e il 15 febbraio del 311.
I loro corpi furono raccolti e sepolti, sui corpi furono poggiate un’ insegna con i nomi e le dignità, inoltre a San Modestino fu poggiata, sul corpo, una scultura argentea raffigurante una colomba.
I loro corpi ritrovati nell’estate del 1166, furono portati nella cattedrale di Avellino, ove sono ancora oggi conservati nella “Cappella del Tesoro di San Modestino”.
Nel 1220 furono nominati patroni primari della città e della diocesi di Avellino dal vescovo Ruggiero.

Come spiega Padre Giovanni Mongelli nel testo “La storia di Mercogliano, dalle origini ai nostri giorni” da lui redatto e stampato nel 1978, San Modestino è stato da sempre conteso dai i due territori. Nel testo si legge che “tutte le testimonianze storiche giunte fino alla fine del XVI secolo in poi sono concordi nell’additare a Mercogliano in tre cassette distinte, quei sacri corpi, mentre gli avellinesi non hanno mai potuto mostrare se non delle reliquie, più o meno insigni di San Modestino”.

Durante la giornata sono diverse le celebrazioni eucaristiche in onore dei tre Santi. La tradizione popolare li ricorda con l’accensione dei tradizionali focaroni, tipici riti propiziatori del sud Italia. A Mercogliano c’è l’accensione dellA Lumanera Tradizione di Capocastello alle 17 e l’accensione del #focarone nel piazzale della funicolare in viale San Modestino alle 19.