SAN MARTINO SENZA PACE, ALTRE EVACUAZIONI. SARÀ UN NATALE AMARO

SAN MARTINO SENZA PACE, ALTRE EVACUAZIONI. SARÀ UN NATALE AMARO

22 Dicembre 2019 0 Di Vincenzo Di Micco

L’emergenza continua: famiglie in pericolo lungo il versante dei serbatoi dell’Alto Calore dove si osservano lesioni che potrebbero provocare smottamenti. Si prospettano tempi lunghi per il rientro nelle abitazioni. Il sindaco Pisano è pronto a chiedere lo stato di calamità

In Piazza 20 settembre è sceso il livello dell’acqua. La frana in montagna che ha provocato l’esplosione del torrente tombato Caudino continua invece a far paura.

Fondamentale è stato l’intervento della Protezione Civile e dei soccorsi che con pale meccaniche hanno scavato un foro per bypassare il tappo che ostruiva il deflusso.

L’evacuazione di circa 300 persone è andata a buon fine. Sarà un Natale amaro per i cittadini che probabilmente dovranno rimanere a lungo lontano dalle loro case. La scorsa notte molte ad accogliere gli sfollati è stato il Convento francescano di Santa Caterina, con i ragazzi della gioventù francescana in prima linea per dare supporto e assistenza. Chi ha potuto ha trovato riparo presso parenti ed amici.

Il sindaco di San Martino Pasquale Pisano è pronto a chiedere lo stato di calamità. Va sottolineato il grande impegno delle squadre dei soccorritori con vigili del fuoco, protezione civile, carabinieri e volontari. A breve tornare a riunirsi il centro di coordinamento soccorsi al quale potrebbe prendere parte anche il Prefetto di Avellino Paola Spena.

Con la luce del giorno i tecnici hanno appurato che ad alimentare la valanga di terra e acqua è stato il distacco di parte della montagna. Una lingua di terra è venuta giù in località Vallicelle, la stessa area interessata dalla frana del 1999.

Ma se a Piazza 20 settembre si “respira” perchè il torrente è stato disostruito, lungo la parallela, sottoposta alla stessa parte di montagna, si rendono necessarie altre evacuazioni di famiglie lungo la zona dei serbatoi dell’Alto Calore. I

L’emergenza sembra non dare tregua.