RIVOLUZIONE DELLA CARDIOLOGIA ALLA CLINICA MONTEVERGINE. TESORIO: NUOVE SPERANZE DI VITA PER I PAZIENTI

RIVOLUZIONE DELLA CARDIOLOGIA ALLA CLINICA MONTEVERGINE. TESORIO: NUOVE SPERANZE DI VITA PER I PAZIENTI

28 Giugno 2020 0 Di Anna Guerriero

La clinica Montevergine di Mercogliano, in provincia di Avellino, si conferma polo d’eccellenza per la cardiologia interventistica. Lo testimoniano le cifre. Nel corso del 2019 nel presidio sanitario irpino sono stati eseguiti 1000 interventi di Tavi, un dato da record che colloca la clinica Montevergine tra i primi centri italiani d’eccellenza, sempre più all’avanguardia nel campo dell’interventistica cardiodiovascolare mininvasiva. Il primario della divisione di Emodinamica della clinica Montevergione è il professore Tullio Tesorio.

– Partiamo da un chiarimento: che cos’è la cardiologia interventistica?

“È una specialità ibrida – spiega Tesorio – una sorta di terra di mezzo tra la cardiologia clinica e la cardiochirurgia. Grazie ad essa si è in grado di effettuare interventi che in passato erano di sola pertinenza chirurgica. Praticando un semplice foro in un’arteria dell’inguine o, nella maggior parte dei casi del polso, si possono disostruire arterie sia del cuore che di altri distretti (carotidi o arterie delle gambe) la cui occlusione può essere responsabile di quadri clinici molto gravi ( infarti, ictus etc.). L’angioplastica è una tecnica ormai molto diffusa ed efficace e le sue applicazioni sono ogni giorno più ampie e sicure grazie anche alle tecnologie sempre più sofisticate e miniaturizzate che abbiamo a disposizione.

– Lei è il Responsabile della cardiologia invasiva della Montevergine, quanti interventi di questo tipo si effettuano all’anno?

“La Montevergine è storicamente una delle più prestigiose strutture cardiologiche italiane. Siamo stabilmente nei primi posti delle classifiche delle società scientifiche per numero di procedure e per la qualità dei risultati clinici. Lo scorso anno sono state fatte quasi 4000 procedure con esiti agli stessi livelli dei migliori ospedali italiani ed europei”.

– Oltre all’attività clinica quali sono le altre iniziative che hanno caratterizzato la Montevergine negli ultimi anni?

“Ottenere buoni risultati non può e non deve solo dipendere dalla propria esperienza quotidiana. Un ‘attività di ricerca e formazione continua oltre a connessioni con le più importanti istituzioni mondiali in ambito cardiologico è fondamentale.

Per questo la partecipazione ad una serie di studi scientifici multicentrici,  il coinvolgimento in scuole di dottorato internazionale e la presenza in struttura di giovani cardiologi in formazione provenienti da varie Università italiane consente di avere un ambiente sempre stimolante e sempre rivolto all’innovazione e al futuro.

Cerchiamo ogni giorno di cogliere quanto di nuovo vi è in ambito scientifico e tecnologico per metterlo al servizio dei nostri pazienti e offrire loro le cure migliori”.

– Quali sono gli interventi più innovativi che vengono effettuati nel suo reparto?

“Negli ultimi anni la cardiologia interventistica è stata protagonista di una vera e propria rivoluzione: si è passati dal curare le sole malattie che colpiscono le arterie all’eseguire dei veri e propri interventi in grado di riparare e addirittura sostituire le valvole cardiache. Il tutto sempre senza necessità di aprire il torace. La TAVI, per esempio, è una procedura che consente di sostituire la valvola aortica, inserendo la protesi attraverso l’arteria femorale. Si tratta di una tecnica introdotta circa dieci anni orsono le cui indicazioni dapprima ristrette a pazienti ad alto rischio chirurgico si sono sempre più estese grazie all’affinamento delle tecniche ed al progresso tecnologico delle protesi impiantate. Tale metodica consente una minima invasività, un più breve periodo di degenza ospedaliera e soprattutto un più rapido recupero rispetto alla tradizionale tecnica chirurgica. Infatti nella maggior parte dei casi non è necessario intubare il paziente e soprattutto non è mai necessario aprire il torace. Quest’anno in Montevergine abbiamo raggiunto l’importante traguardo delle 1000 TAVI effettuate. Ciò significa l’altissimo grado di expertise raggiunta non solo da chi materialmente esegue l’intervento ma di tutto il personale coinvolto in questo tipo di procedure. La stenosi valvolare aortica è una malattia estremamente grave che colpisce il 3% degli individui sopra i 75 anni e con l’allungamento dell’età media, le persone colpite sono sempre di più. L’aspettativa di vita di chi è affetto da questa patologia è molto breve; non esistono farmaci in grado di risolvere il problema e l’unica soluzione è la sostituzione valvolare. Sono pazienti per lo più anziani che nella maggior parte dei casi è affetta anche da altre patologie che bisogna di volta in volta valutare e gestire nel migliore dei modi; e tutto ciò rende indispensabile un approccio clinico che sia multidisciplinare ed altamente qualificato a tutti i livelli. Altra tecnica percutanea in grande ascesa in termini numerici è la Mitraclip, procedura in grado di correggere l’insufficienza mitralica in pazienti che, per patologie concomitanti avrebbero un altissimo rischio chirurgico. Tale tecnica è molto efficace nel migliorare i sintomi dell’insufficienza cardiaca.

– Come vede il futuro della cardiologia?

“Tutta la medicina va verso una personalizzazione delle cure e così anche la cardiologia.

Le protesi, tutti i devices ed in generale tutti i trattamenti saranno sempre di più “ sartoriali “ ovvero costruiti su misura per ogni singolo paziente. Questo rappresenta la nuova sfida…E noi alla Montevergine siamo pronti a coglierla”.