RETE D’ASSISTENZA TERRITORIALE, CITTADINANZATTIVA NE CHIEDE IL MIGLIORAMENTO

RETE D’ASSISTENZA TERRITORIALE, CITTADINANZATTIVA NE CHIEDE IL MIGLIORAMENTO

12 Gen 2017 0 Di Michela Attanasio

 Riceviamo e pubblichiamo:   

Nola. Di nuovo un Pronto soccorso in affanno e impossibilitato ad erogare un dignitoso servizio al quale è deputato. Sotto assedio prima dall’utenza in cerca di cure emergenziali, poi dalla stampa e di quanti vogliono il licenziamento degli operatori del P.S. i quali nonostante  tutto e tutti hanno cercato disperatamente di dare una risposta al bisogno di assistenza e cura dei pazienti giunti da loro.

Il vescovo di Nola  durante la trasmissione Agorà del 10.1.2017 ha dichiarato  che la situazione emergenziale del pronto soccorso di Nola va avanti da ben 17 anni e a nulla sono servite le sue continue sollecitazioni e i suoi interventi. La stessa denuncia risulta essere stata confermata sostanzialmente dal Sindaco di Nola che insieme al Vescovo hanno attribuito  ai vertici  dell’ASL e della Regione una mancata    programmazione e  controlli negli anni ed hanno difeso i medici sospesi, colpevoli soltanto , anche a nostro avviso, di voler curare ad ogni costo chi era nel bisogno urgente di assistenza.

Situazione quindi incancrenita, consolidata  e ampiamente conosciuta che non può e non  deve  passare per una emergenza improvvisa  ingestibile ed incontrollabile dovuta al ciclico picco influenzale  o altre supposte pandemie stagionali in quanto dalle testimonianze è una situazione che giunge a noi da lontano e che fino ad oggi non è stata affrontata e risolta.

Come a Nola i  P.S. dei più grandi Ospedali campani , come ci testimoniano le cronache, continuano ad essere sempre super  affollati, le lunghe liste di attesa sono ormai una realtà  anche per l’accesso alle cure di emergenza-urgenza, l’integrazione delle cure territorio- rete ospedaliere sono quasi sconosciute, per ottenere un ricovero bisogna evidentemente sperare di trovare qualche raccomandazione  oppure attendere  per giorni lungo i corridoi  di un pronto soccorso.

Tanto accade da tempo anche nella nostra provincia (sono dell’ultima ora le denunce anche a mezzo stampa del caos P.S. Moscati di Avellino mentre non è ancora dimenticato l’ingestibile sovraffollamento agli inizi di gennaio 2015 del medesimo P.S.  che indusse i medici dell’emergenza di richiedere l’intervento del Sig.Prefetto venendo poi fatti oggetto di un provvedimento disciplinare poi risolto), dove il nostro movimento civico ha segnalato più volte questo annoso problema all’ASL, alla Azienda Ospedaliera e alla Regione proponendo pure rimedi quali  l’impiego nel P.S. dei medici di continuità assistenziale per i codici bianchi e verdi. Iniziativa prima accettata e poi naufragata con lo scorso commissariamento  FERRANTE. Purtroppo le  segnalazioni   rivolte  alle citate  istituzioni sempre  finalizzate  al miglioramento dell’accessibilità ad ogni tipo di cura ed in particolare a decongestionare il sovraffollamento del P.S. Moscati, anche attraverso altre proposte di razionalizzazione ed integrazione della medicina territoriale e gli altri Presidi Ospedalieri del territorio provinciale,  salvo i manifestati buoni propositi, non hanno avuto in concreto alcun riscontro positivo e per questo  il P.S. del Moscati corre tuttora  il concreto rischio di trovarsi nella stessa situazione di Nola.

 

Pertanto, prescindendo dalle più notorie attività sindacali ed agli effetti che dovrebbero avere sulle condizioni lavorative dei medici, tali da  garantire in sicurezza sempre la qualità delle loro prestazioni sanitarie,  riteniamo indispensabile e inderogabile rivolgerci  alle istituzioni locali che attraverso i loro rappresentanti, i Sindaci,  svolgono  un  ruolo fondamentale di vigilanza e verifica sulla bontà dell’offerta sanitaria  . Ruolo dettagliatamente individuato e regolato  dalla legge regionale nr.32 del 3.11.1994 che  all’art.39 c.5  recita testualmente: “Al sindaco o al comitato di rappresentanza della conferenza dei sindaci è affidata la vigilanza sul buon andamento dei servizi e sulla accessibilità e fruibilità degli stessi; in particolare il sindaco o il comitato di rappresentanza dei sindaci verificano l’ attuazione delle disposizioni di cui all’ art. 14, comma 5 , del DLvo 502/92 e successive modifiche ed integrazioni, attraverso l’ ufficio di cui agli artt. 9, comma 3 , e 15, comma 3 .”

Finora questa autorevole rappresentanza  dei Sindaci sembra non avere mai inciso in modo determinante in questa importante  partita nemmeno in presenza di fatti più eclatanti delle vicine realtà (esempio decessi per il freddo su barelle nei P.S., disumane attesa nelle cure di emergenza urgenza o altre cure tardive, altri disservizi ect)

Per questo si ritiene giunto il momento di auspicare e chiedere  anche  un incisivo  intervento  dei Sindaci chiamati a svolgere  a pieno il loro  ruolo di attiva partecipazione  all’organizzazione e programmazione annuale  del servizio sanitario nei rispettivi territori  e soprattutto a vigilare  sul buon andamento dei servizi e sull’accessibilità e fruibilità degli stessi (come  richiestogli dal citato art.39 c.5).

Intervento  ancora più opportuno se si considera che bisogna procedere alla  programmazione della rete assistenza territoriale 2016-2018 in attivazione del Piano Regionale  Campania (decreto commissariale nr.99 dell 22.9.2016), che rappresenta una vera e propria rivoluzione nella riorganizzazione delle cure primarie e  richiede un sinergico impegno anche dei Sindaci per sfruttare per la prima volta in modo sistematico i fondi europei 2014-2018 ed altri fondi nazionali proprio per migliorare l’accesso, la fruibilità ed  in generale l’offerta del servizio sanitario territoriale decongestionando il P.S. dell’Ospeale Moscati di Avellino ormai al collasso per i giornaliero sovraffollamento.

Peccato che a distanza dei previsti 90 giorni dalla pubblicazione sul Burc del citato Decreto Commissariale della Regione Campania non risultano ancora pubblicati sul sito istituzionale  i PAT (piani delle attività territoriali anno 2017) che dovevano  redigere tutti i Distretti Sanitari  anche della Provincia di Avellino, in collaborazione anche con i Sindaci dei rispettivi territori ed essere  adottati dal Direttore Generale sempre nei termini degli stessi 90 gg. Rimane questo un segnale negativo che, ad avviso dalle evidenze civiche in nostro possesso, non fa presagire alcuna inversione di tendenza nel miglioramento dell’offerta sanitaria almeno nel nostro territorio provinciale.

Gli strumenti ci sono bisogna solo assicurarsi  che vengono  utilizzati in modo puntuale e  facendo sapientemente ricorso, con adeguati progetti,  ai fondi europei, nazionali e regionali  come indicato nel precitato piano  regionale di programmazione della rete di assistenza territoriale 2016-2018 che prevede l’approvvigionamento delle migliori tecnologie, di nuove strutture o adeguamento di quelle esistenti e unità operative complesse e l’ implementazione dell’informatizzazione per ottimizzare ogni possibile cura in rete.

Noi come movimento di tutela dei diritti del malato,  fiduciosi in una efficace riorganizzazione delle cure primarie nel territorio, ritenuta  ineludibile, più del ripianamento dell’organico,  per limitare  gli accessi   impropri al Pronto Soccorso del super affollato Ospedale Moscati, valuteremo  nel merito i nuovi PAT dei Distretti, già richiesti all’ASL di Avellino, segnalando in modo costruttivo ogni elemento di possibile miglioramento dei servizi offerti come previsto nel predetto piano  regionale di programmazione rete assistenza territoriale 2016-2018.

Chiediamo,  infine, al Signor Prefetto, di valutare nel rispetto  delle priorità dei  precipui impegni istituzionali, un Suo Autorevole intervento per facilitare ed incentivare  il difficile e  complesso rapporto di interazione tra tutti i soggetti,  sopra citati, ai quali la legge impone  la concertazione di  tutte le attività  volte alla programmazione e alla verifica  della qualità dell’offerta del servizio sanitario nell’ambito della nostra provincia. Tanto al fine di risolvere  una volta per tutte sia  il gravissimo disservizio dovuto al continuo sovraffollamento  ed alle conseguenti  lunghissime ed stenuanti attese dei pazienti bisognevoli di cure urgenti nel  Pronto Soccorso  dell’Ospedale Moscati di Avellino che a rendere più  efficiente il servizio di medicina territoriale che ora non è in grado di intercettare adeguatamente i bisogni di cura di propria  competenza.